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Scritto Martedì 08 gennaio 2019 alle 08:33

Lecco: in Consiglio comunale affronta la vergogna dei migranti in balia della politica

Alberto Anghileri
Anche Palazzo Bovara torna a discutere sulla norma 132/2018, ovvero sul Decreto sicurezza convertito in legge lo scorso dicembre. A porre il tema durante il Consiglio comunale di lunedì 7 gennaio è stato Alberto Anghileri, rappresentante della lista Con sinistra cambia Lecco. “Iniziamo l’anno con grande vergogna - ha detto l’ex sindacalista - Vergogna per il fatto che l’Italia, un Paese di 60milioni di persone, e l’Europa, che conta 500milioni di abitanti, non riescano ad accogliere 40 poveri cristi che da un mese sono in mezzo al mare in balia di una classe politica che si rimpalla questa vergogna. È una cosa al di fuori di ogni logica, io, come tantissimi altri, sono impotente, ma sarebbe importante che il Comune di Lecco provasse a dire che queste vergogne non possono più accadere. A dicembre abbiamo votato un ordine del giorno sul decreto Salvini a cui alcuni Comuni hanno deciso di disobbedire, perché quella legge creerà molti più problemi di quelli che intende risolvere. Quei sindaci hanno avuto il coraggio di porre un tema: quella è una legge disumana e vergognosa. Cosa intende fare il Comune di Lecco?”.
Nettissima la risposta del sindaco Virginio Brivio che ha ribadito la linea portata avanti in qualità di presidente di Anci Lombardia. “Io non penso che il sindaco possa opporsi ad una legge che ha avuto il consenso di Lega, Movimento 5 stelle, Forza Italia e Fratelli d’Italia e che ha avuto firma del presidente della Repubblica. Un sindaco deve raccogliere gli elementi critici concreti che derivano dall’applicazione della legge, altrimenti il sindaco non fa il sindaco ma avvia un dibattito politico nei tempi supplementari. In secondo luogo non è il sindaco che decide ma la Corte costituzionale. Io sono molto preoccupato per le conseguenze di questa normativa perché colpisce i più deboli e questo è sulla coscienza dei tantissimi che hanno approvato questa legge, non solo di Salvini. Io ai tribuni dei sindaci non mi uniscono. Farò le mie valutazioni di merito e valuteremo se ci sono i margini per i ricorsi. In questo Paese ognuno deve fare il suo mestiere nel rispetto della legge”.
Non convinto, Anghileri ha replicato: “È una legge dello Stato, approvata dalla maggioranza del Parlamento, ma la maggioranza può sbagliare, anche le leggi razziali erano approvate dalla maggioranza. Io le chiedevo una presa di posizione politica”.
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