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Scritto Martedì 08 gennaio 2019 alle 09:51

Lecco: aumenta di un euro la Tari, ma è polemica sulla pulizia delle strade

L'assessore Lorenzo Goretti
Novità all’orizzonte rispetto al pagamento della Tari. Ieri sera, lunedì 7 gennaio, il Consiglio comunale di Lecco ha approvato una modifica al regolamento che disciplina la tassa rifiuti e il piano finanziario che ha determinato le tariffe dell’anno appena avviato. Come ha spiegato l’assessore al Bilancio Lorenzo Goretti, con il primo provvedimento si intende apportare una variazione all’articolo 14 del regolamento che prescriveva di eseguire la verifica sui componenti del nucleo familiare in una data fissa, il 31 marzo. Questa disposizione è stata cambiata con il voto di ieri sera e il termine di questo esame spostato alla data di approvazione del piano finanziario della Tari. “In questo modo - ha detto l’assessore - possiamo anticipare la preparazione dei bollettini e delle altre pratiche che riguardano le anagrafi che altrimenti dovrebbero partire ad aprile, con un allungamento a catena dei tempi”.
Hanno fatto ben più discutere l’approvazione del piano finanziario e la definizione delle tariffe per il 2019. Come ha ricordato ancora l’assessore Goretti, la Tari è un contributo che copre il costo della raccolta, dello smaltimento dei rifiuti urbani e dello spazzamento delle strade: “I costi sono determinati sulla base di indicatori previsti da un Dpr e noi non abbiamo apportato nessuna modifica”. L'onere totale del servizio previsto per il 2019 è sceso di 40mila euro (su 8 milioni) rispetto al 2018, tuttavia questo per le famiglie non si tradurrà in un alleggerimento della tassa ma anzi in un leggero aumento, che per un nucleo di quattro persone che vive in cento metri quadrati dovrebbe valere circa 1,76 euro all’anno. “Questo perché - ha spiegato ancora Goretti - fatto 100 il costo del servizio, 55 viene addebitato alle utenze domestiche e 45 a quelle non domestiche. Il problema è che sono diminuite le prime, quindi il costo delle servizio, dovendo essere ripartito su un numero inferiore di contribuenti, si alza. Da un certo punto di vista ci risulta strano che siano calate le utenze, forse alcune non sono state segnalate, del resto abbiamo circa dieci cambi di residenza al giorno e qualcosa può essere sfuggito, ma con l’anticipo dei termini per le verifiche anagrafiche dovremmo attenuare anche questo problema”.
Le utenze non domestiche invece avranno delle riduzioni che variano dall’uno al 2,5 per cento a seconda delle categorie, con l’esclusione degli esercizi che svolgono attività di ristoranti, trattorie, osterie, pizzerie, pub, mense, birrerie, hamburgherie, ortofrutta, pescherie, vendita di fiori e piante, pizza al taglio che avranno un amento del 3,4 per cento perché nel 2019 non è stata più concessa loro dalla legge la possibilità di abbattere il parametro oltre al minimo, perdendo quindi il cinque per cento di sconto.
Strettamente legata a questo provvedimento è la proposta di emendamento dell’assessore al Bilancio, che ha chiesto di anticipare la rata di luglio a maggio, “non per fare cassa - ha precisato - ma per anticipare i tempi degli avvisi alle utenze e quelli per le verifiche degli uffici, perché avviare queste procedure il mese di luglio non è funzionale. Questo ci dà la possibilità di avere gli spazi per proseguire con accertamenti”. Contestualmente è stata anche accettata la possibilità di pagare la prima rata in un’unica soluzione con la seconda scadenza di settembre.
Agguerrite le forze di opposizione, da destra a sinistra, durante il dibattito che si è concentrato prevalentemente sul decoro urbano e sulla pulizia della città. “Il piano finanziario della Tari ha visto un aumento notevole del costo dello spazzamento delle strade che in un quadriennio è lievitato di 500mila euro e oggi vale 2,4 milioni di euro sugli 8 complessivi del servizio, a fronte però di un servizio che non è all'altezza di un decoro urbano decente, né di quello che paghiamo - ha commentato Massimo Riva (M5s) -. Questo si verifica costantemente e chiedo maggior monitoraggio e controllo, oltre che vengano stabilite delle penalità se non vengono rispettati dei requisiti minimi”. Una valutazione condivisa da Ncd: “La Tari è uno strumento intelligente che andrebbe replicato su molti servizi: a costo 100 si paga 100 e i cittadini possono verificare come funziona il servizio e se la tariffa è proporzionata - ha detto Filippo Boscagli -. Ma proprio per il fatto che implica una valutazione anche economica, non si può non evidenziare che a fronte di otto milioni spesi la città non è pulita. Basta girare per le vie per accorgersi della situazione, l’appello va anche all’assessore Dossi perché si applichino le sanzioni attraverso il monitoraggio con le telecamere”. La stessa richiesta è venuta dalle fila della Lega: “Per colpa della maleducazione e dell’inciviltà di alcuni ne succedono di tutti i colori - ha sottolineato Giovanni Colombo -, io spero che con gli occhi elettronici si possano colpire questi soggetti, perché la raccolta differenziata va avanti ma pagano sempre gli stessi”. “Spendiamo un terzo della Tari per pulire le strade - ha aggiunto Dario Spreafico di Vivere Lecco - e la tassa rifiuti è un servizio che vale il 15 per cento del bilancio annuale del Comune. Non è che il centro della città viene tenuto pulito a scapito dei rioni che vengono lasciati sporchi? Io auspico un controllo dei costi in maniera professionale così fare in modo che i cittadini abbiano coscienza del vero peso economico del servizio”. Ad aggiungere un elemento al dibattito è stato Alberto Anghileri di Con sinistra cambia Lecco: “La questione non è l’euro in più all’anno ma le strade sporche, è vero che la situazione in centro è migliorata, ma nei rioni no. Poco prima di Natale c’è stato lo sciopero dei lavoratori di Econord che dicono di non essere messi nella situazione di lavorare. Il problema non è il singolo operatore che non funziona bene ma il sistema, chi dovrebbe intervenire nei confronti della società? Noi o Silea?”. Una valutazione in una certa misura condivisa dal consigliere Albero Negrini: “Lo spazzamento delle strade non può avere quel costo per il servizio che viene erogato. Sulla raccolta eravamo partiti molto male, ma grazie a correzioni estemporanee e in itinere in realtà il servizio è migliorato molto. Bisogna fare la stessa cosa sulla pulizia delle vie: interventi che diventino standard nei prossimi mesi per migliorare il servizio, dal momento che l’operatore è sempre Econord, ma da quando lo spazzamento è stato affidato a Silea c’è stato un peggioramento”.
Considerazioni di più ampio respiro poi sono state portate ancora dal Cinque stelle Massimo Riva: “Per quanto riguarda i costi e il ciclo della raccolta nel piano finanziario non viene evidenziato il quantitativo di rifiuti conferiti e il conseguente introito che Silea percepisce dai consorzi o dalla vendita diretta. Una maggiore trasparenza servirebbe, dal momento che il Comune di Lecco è il maggior produttore di materia riciclabile, che non è tanta in termini percentuali ma frutta a Silea cospicui ricavi. Non mi è poi chiaro se ai Comuni virtuosi venga assegnato un bonus o se finisce tutto nel calderone. Dobbiamo poi gratificare i cittadini che si impegnano a differenziare e a produrre meno rifiuti attraverso un premio in termini di tariffa. Segnalo anche la situazione del centro di raccolta del Bione di proprietà comunale, la cui gestione è affidata a Silea e alle società a cui subappalta. C’è un accesso del tutto fuori controllo di persone che arrivano all’area dei RAEE - rifiuti elettrici ed elettronici - rubando il materiale per rivendere le parti ‘preziose’ e abbandonare poi gli scarti per strada. Noi questo servizio lo paghiamo e io pretendo che il gestore presidi costantemente e che non vengano rubati i materiali”. A dare alcune garanzie ai consiglieri è intervenuto anche l’assessore all’ambiente Alessio Dossi: “C’è un piano finanziario e ci sono delle risorse allocate per la pulizia delle strade. Il Comune di Lecco ha presente le difficoltà e abbiamo individuato delle strategie, ho già avuto degli incontri con Silea ed Econord, mentre le telecamere e le sanzioni entreranno nel regolamento come strumenti concreti per il controllo della situazione. Tutto quello che possiamo fare per essere sul pezzo lo stiamo facendo. Nell’area ecologica a me risulta che possano entrare solo persone residenti a Lecco, gli altri lo fanno in maniera illecita”.
M.V.
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