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Scritto Martedì 08 gennaio 2019 alle 15:02

Limiti di velocità provinciali, Riva: altro danno per le imprese. La politica faccia di più

In seguito alla comunicazione da parte della Provincia di Lecco in merito alla modifica del limite di velocità massima consentita su alcuni tratti di competenza, il presidente di Confartigianato Imprese Lecco, Daniele Riva sottolinea come la scelta, seppur dettata da ragioni di sicurezza, non faccia altro che peggiorare le condizioni lavorative delle imprese lecchesi.

Daniele Riva
“Il nostro territorio soffre di una carenza infrastrutturale evidente – dichiara Riva – che ha riflessi pesanti sull’attività delle aziende artigiane e non solo, tanto che il tema è al centro di un protocollo che vede la firma di più Associazioni di Categoria ed Enti territoriali. Le principali arterie di collegamento, vedi la storia infinita della Lecco-Bergamo o la SS36 statisticamente tra le strade più trafficate e incidentate d’Italia, fanno già acqua da tutte le parti. A questo si aggiungono le recenti limitazioni su ponti parzialmente o totalmente chiusi, se non crollati: una situazione che ho già avuto modo di definire “da terzo mondo”. Ora, per completare il quadro, l’abbassamento dei limiti di velocità in aree già penalizzate da questo punto di vista come la Valsassina e l’Alto Lago. Comprendiamo i motivi legati alla sicurezza, ma è inaccettabile che si sia arrivati a tanto. Senza voler trovare a tutti i costi dei colpevoli, alla politica tocca però ora il compito di trovare una soluzione rapida ed efficace, perché le nostre imprese, ma anche i cittadini, non possono subire un’altra “batosta” del genere. A maggior ragione se consideriamo la necessità delle nostre imprese di avere una rete viaria degna di questo nome: dalle regioni del Nord proviene il 72,2% dell’export nazionale. L’analisi dei flussi di trasporto merci su strada, effettuato da veicoli di portata utile non inferiore a 35 quintali immatricolati in Italia, evidenzia che le regioni del Nord determinano i due terzi (64,6%) del traffico nazionale su strada di merci caricato nelle regioni italiane. Eppure la nostra regione, come quelle a maggior vocazione manifatturiera, vive un gap infrastrutturale del -20,6% rispetto alle regioni competitor tedesche. Una riduzione del 10% dei tempi di trasporto e logistica consentirebbe un aumento di produttività dei piccoli autotrasportatori italiani che la porterebbe a superare del 6,0% quella dei competitor tedeschi rispetto alla quale è ora inferiore del 4,6%. Va da sé che la soluzione annunciata dalla Provincia di Lecco rischia di compromettere ulteriormente l’attività imprenditoriale locale e che i fondi per mettere in sicurezza le strade sono una priorità. Confidiamo nell’operato dell’Amministrazione Provinciale alla quale chiediamo di trovare al più presto una soluzione”.
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