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Scritto Giovedì 10 gennaio 2019 alle 13:49

Introbio: 72enne a processo per aver intascato l'assegno sociale dalla Thailandia pur avendo un proprio reddito

Con l'assenso dell'avvocato Filippo Bignardi, difensore d'ufficio dell'imputato, l'istruttoria - come richiesto dal sostituto procuratore Andrea Figoni - si è limitata alla mera acquisizione degli atti d'indagine. Congedati dunque i due finanzieri che, nella tarda mattinata odierna, avrebbero dovuto deporre per illustrare al collegio giudicante del Tribunale di Lecco - presidente Enrico Manzi, a latere Maria Chiara Arrighi e Martina Beggio - le risultanze dell'attività condotta a carico di Alesio Lacarpia, il processo intentato nei confronti del 72enne è stato aggiornato per la discussione finale al prossimo 21 febbraio. E' durata così una manciata di minuti l'udienza del procedimento che vede - soltanto virtualmente, stante la sua assenza dal territorio italiano - al banco degli imputati l'ormai ex introbiese, chiamato a rispondere di "Indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato", secondo l'articolo 316 ter del codice penale che punisce coloro i quali "mediante l'utilizzo o la presentazione di dichiarazioni o di documenti falsi o attestanti cose non vere, ovvero mediante l'omissione di informazioni dovute, consegue indebitamente, per sé o per altri, contributi, finanziamenti, mutui agevolati o altre erogazioni dello stesso tipo, comunque denominate, concessi o erogati dallo Stato, da altri enti pubblici o dalle Comunità europee".
L'uomo, stando al quadro accusatorio tracciato dall'allora Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Lecco, sarebbe infatti uno dei 25 presunti "furbetti" dell'assegno sociale denunciati nell'arco del 2017. 21.603 euro la cifra in contestazione, introitata dall'anziano tra la fine del 2011 e il 2016 senza - ritengono gli inquirenti - averne diritto essendo migrato in Thailandia, disattendendo dunque uno dei principi alla base del contributo statale versato dall'Inps a over 65 in stato di indigenza, stabilmente residenti sul suolo nazionale. Ma c'è di più. Esaminati gli atti d'indagine, direttamente in udienza, il sostituto procuratore Andrea Figoni ha chiesto di integrare il capo d'imputazione. Risulterebbe infatti che Lacarpia, classe 1947, pugliese di nascita e milanese d'adozione ma con ultima residenza in Italia a Introbio, prima di convolare a nozze con una donna di Bangkok trasferendosi nel Sud Est Asiatico, abbia venduto la propria carrozzeria omettendo di dichiarare i redditi relativi a tale cessione. Non avrebbe dunque comunicato all'Istituto previdenziale di aver intascato 21.000 euro nel 2012, 12.000 euro nel 2013 e 7.000 euro nel 2014, somme che già da sole avrebbero fatto venir meno i requisiti di legge per ottenere la pensione sociale. Piuttosto scontato l'esito del processo ma per la pronuncia del collegio bisognerà attendere ancora un mese.
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A.M.
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