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Scritto Sabato 12 gennaio 2019 alle 11:41

Alpini e Volontari del Soccorso per l'ultimo saluto a Brini, il 'dottore di Sala'

Da un lato le penne nere, con l'immancabile cappello verde in testa e i gagliardetti dei gruppi del territorio tra le mani. Dall'altro un cordone dei "suoi" Volontari con le loro tute arancioni e il vessillo dell'Associazione listato a lutto. Sono state la preghiera dell'alpino e quella del soccorritore ad accompagnare Gianfranco Brini nel suo ultimo viaggio terreno. Calolzio ha tributato quest'oggi l'addio al "medico di Sala", professionista apprezzato e cittadino impegnato, tanto nel campo della politica - arrivando a sedere in consiglio comunale - quanto e soprattutto nel campo sociale tra le fila dei Lions e, prima ancora, nel lontano 1970, quale promotore insieme ad altri 16 amici della costituzione dei Volontari del Soccorso, solida realtà di cui è stato primo presidente oltre che direttore sanitario.

Il dottor Gianfranco Brini

I pregi dell'uomo, dell'amico e non solo del dottore entrato nelle case di tutti al momento del bisogno, sono stati tratteggiati in chiusura del rito funebre, da un coscritto della classe 1937 che, con estrema semplicità e tanto coinvolgimento, ha voluto condividere con i presenti un ricordo dell'infanzia, parlando di quel bambino "di una superiore intelligenza" che iniziò le elementari direttamente in seconda, stupendo i compagni, le suore e la superiora nonché "mascherando" in un'apparente svogliatezza il suo saper già leggere e scrivere dall'età di quattro anno. "Una delle sue molteplici doti, umilmente taciute" ha detto il conoscente commosso.

Al parroco di Sala don Luca Casali il compito invece di portare consolazione ai due figli del dr. Brini e alla famiglia nella sua interezza. Nella sua omelia il sacerdote ha così tratto spunto dal brano del Vangelo prescelto e dunque dalla pagina relativa alla resurrezione di Lazzaro spiegando come non ci sarà più possibile vedere il volto del nostro fratello andato avanti nel cammino della vita ma come, allo stesso tempo, quel volto non è andato perduto. "Gianfranco non ha lasciato solo un buon ricordo. Il nostro fratello ha lasciato un vita buona che è pegno di eternità" ha asserito parlando del concetto di speranza cristiana e di come la vita eterna inizi ancor prima della morte.

Prima di accompagnare il loro presidente emerito nel suo ultimo viaggio, i Volontari gli hanno voluto tributare un ultimo grazie per aver "trasmesso a tutti coloro che hanno scelto di diventare operatori del soccorso i valori di assistenza e solidarietà verso il prossimo". Valori che indubbiamente restano.
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A.M.
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