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Scritto Lunedì 14 gennaio 2019 alle 17:21

Achille Dell'Oro e la sua Valmadrera nei suoi ''Quadrett'', se ne parla il 17

La città di Valmadrera non può dimenticare il suo Achille Dell’Oro, memoria e cantore di vicende e tradizioni, in particolare in occasione della grande festa patronale di metà gennaio. Achille Dell’Oro ha quasi una collocazione pari a quella delle mele di Sant’Antonio e degli “uregiatt di nost vecc”, e l’Amministrazione Comunale, con la determinante collaborazione di cultori del dialetto come Vincenzo Dell’Oro, Giambattista Magistris e Gianfranco Scotti, gli dedica un terzo volumetto sui “Quadrett” di un paese divenuto città, lontano nel tempo, ma presente nei ricordi. Nella prefazione della pubblicazione che verrà presentata giovedì 17 gennaio, alle 21, nel salone del Fatebenefratelli, il sindaco Donatella Crippa scrive: “Achille Dell’Oro diceva – un po’ per scaramanzia e con un pizzico di civetteria – che le sue carte, dopo la sua morte, sarebbero finite in un falò: noi siamo orgogliosi di  aver contribuito, come Amministrazione Comunale, a far sì che quelle carte si siano trasformate, invece, in una testimonianza della nostra storia”.


 Achille Dell’Oro, al centro, durante un incontro sulla storia di Valmadrera

Achille Dell’Oro, nelle pagine della pubblicazione, scrive in dialetto quello che viene edito anche in italiano: “Vi saluto, o miei vecchietti, tornerò indietro ai vostri anni, per comporre un bel quadretto e per sentire ancora le vostre campane”. Spiccano nel panorama delle composizioni poetiche “I pompieri di Valmadrera”, “I villeggianti milanesi”, “Il parroco Valera”, “Il cercatore di funghi”, “Il filo a sbalzo”, “Le virtù del figlio maggiore”, ed altro ancora. Le sue "inchieste", evidenzia la pubblicazione, avevano luogo nell’archivio comunale, dove si aggirava come un topo alla ricerca del formaggio; armato di una biro e di un foglio, scriveva appunti, annotava date, registrava riferimenti ai vari faldoni e se li portava a casa. E’ Vincenzo Dell’Oro che pone in evidenza: “Ma, oltre a questa vena di topo d’archivio, che cosa mi porta a parlare di lui, mi stimola a frugare fra le sue carte, mi spinge a decifrare i suoi fogli sparsi e la sua calligrafia, a volte rigorosa, a volte trasandata e quasi incomprensibile? Ecco, il vero motivo di questa ricerca è il fatto di trovare, pagina dopo pagina, nuove sfaccettature della personalità di Achille che evidenziano la sua sensibilità con accenti gioiosi, oppure più trattenuti, nelle sue poesie dialettali e dove si scopre la sua vena più melanconica che traspare dietro alcune sue rime più intime".


Un angolo della Valmadrera “Di nost vecc”, con la panoramica del vecchio campanile

“Pezzo forte” della nuova pubblicazione è la corrispondenza fra Achille ed il notissimo giornalista Gianni Brera, in parte già resa nota nel “Tacuin de Laval”, del 2011, dedicato alla storia del calcio di Valmadrera. Quando negli anni ’80 Brera fu invitato al cinema teatro locale per una serata dedicata a vari ospiti, Achille Dell’Oro intervenne nel dibattito e si rivolse al popolare giornalista con il quale aveva avuto una corrispondenza per commenti sportivi, ad iniziare dalla sua squadra del cuore che era la Juventus. Disse, salutando Gianni Brera: “Sono Achille Dell’Oro da Valmadrera. Voglio formulare due domande; se mi risponde il mio paese, di 10.000 anime, non si chiamerà più Valmadrera ma ValmaBrera”. Purtroppo, è scritto nel volumetto “I quadrett di nost vecc”, non abbiamo la risposta che certamente Gianni Brera ha dato a questa amichevole "filippica" di Achille. E’ forse tenuta “segreta” per un’altra pubblicazione su di lui?
A.B.
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