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Scritto Venerdì 18 gennaio 2019 alle 11:26

Valmadrera ricorda Achille Dell'Oro nella presentazione dei suoi 'libretti' sulla storia locale

Achille Dell’Oro, memoria e cantore di episodi e figure tipiche di Valmadrera, lasciò numerosi manoscritti inerenti alla vita popolare della sua città, testimonianze che tradusse nella forma di “bosinate”, ovvero poesie dialettali, essendo egli stesso il “bosino”, il cantastorie del paese. Proprio per mantenere vivo il ricordo di questo importante personaggio della tradizione valmadrerese, l’Amministrazione Comunale ha organizzato nella serata di ieri, giovedì 17 gennaio, presso il Centro Culturale Fatebenefratelli, la presentazione di tre volumetti dedicati alla storia locale nati dalle ricerche e dalle curiosità di Dell’Oro e per la prima volta riuniti in un unico cofanetto.


Il Sindaco Donatella Crippa, Gianfranco Scotti, Gianbattista Magistris e Vincenzo Dell’Oro

Il materiale è stato raccolto e ordinato dagli storici e cultori del dialetto Vincenzo Dell’Oro, Gianbattista Magistris e Gianfranco Scotti, che hanno intrattenuto il pubblico leggendo e spiegando alcuni brani tratti dai libretti “I quadrètt di nòst vècc” e “Ier e incö” - filastrocche e poesie che dipingono la Valmadrera di ieri, in transizione da borgo a città moderna – e “…e lé la va in filanda”, opera a cura del solo Vincenzo Dell’Oro che racconta brevemente la storia delle filande locali partendo dalle ricerche del “bosino”.



A fare gli onori di casa il Sindaco di Valmadrera Donatella Crippa, che - dichiarandosi “onorata di aver appoggiato un progetto di rielaborazione tanto ambizioso e importante” - ha voluto leggere la prefazione da lei scritta alla pubblicazione: “Achille Dell’Oro diceva, un po’ per scaramanzia e con un pizzico di civetteria, che le sue carte, dopo la sua morte, sarebbero finite in un falò: noi siamo orgogliosi di aver contribuito, come Amministrazione Comunale, a far sì che quelle carte si siano trasformate, invece, in una testimonianza della nostra storia”.



Un’opera vasta e variegata, quella di Dell’Oro - nato in paese nel 1927 e deceduto nella notte tra il 24 ed il 25 maggio 2004 -, caratterizzata proprio dalla “bosinata”, “un genere letterario autonomo – come spiegato da Gianbattista Magistris -, una forma di composizione poetica popolare a contenuto satirico in dialetto milanese o lombardo dei secoli scorsi in cui gli argomenti principali erano l’attualità paesana, descritta con toni ironici e scherzosi”.



Un vero e proprio “tuffo nei ricordi”, quello vissuto dai Valmadreresi nella serata di ieri, tra i commenti pungenti di Achille Dell’Oro ai politici dell’epoca e agli amici giornalisti e i versi relativi alla passione per il calcio – per la Virtus e la Juventus, in particolare -; “pezzo forte” della nuova pubblicazione è inoltre l’amichevole corrispondenza con il giornalista Gianni Brera, già resa nota nel “Tacuin de Laval” del 2011, sulla storia del calcio di Valmadrera.



“Dell’Oro ha costruito con queste sue pagine una storia molto articolata del suo paese”, ha affermato Vincenzo Dell’Oro. “Il vero scopo di questa ricerca è quello di trovare, verso dopo verso, nuove sfaccettature della personalità di Achille. Questa pubblicazione vuole essere un piccolo omaggio a un uomo che ha saputo lasciare di sé un ricordo affettuoso e nostalgico, oltre che onorare il suo paese”.


L'assessore Antonio Rusconi

A chiudere la serata è stato l’Assessore Antonio Rusconi, che ha voluto ringraziare i tre storici per l’impegno profuso nell’opera di ricerca e sistemazione degli scritti del “bosino”, ricordando quanto il dialetto – forma linguistica ormai in disuso – sia stato in passato veicolo di comunicazione spontaneo, nativo e facilitatore delle relazioni interpersonali, per quanto studiato solo dopo il suo lento declino. “È fondamentale – ha asserito - che scritti come quelli di Achille Dell’Oro vengano tramandati in quanto parte del bagaglio culturale che ognuno di noi porta sulle spalle, nonché inevitabile segno che ci fa dire di appartenere a un certo luogo, a un certo tempo e che ci identifica e ci colloca nel posto preciso della nostra storia personale: testi simili ci aiutano a vivere con maggiore leggerezza, con più semplicità e genuinità, dovremmo leggerne una pagina ogni sera”.
M.C.
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