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Scritto Venerdì 18 gennaio 2019 alle 18:12

Le segnalazioni del consigliere Anghileri, due di un rosario di casi

Questa voragine si trova all'incrocio tra via Raffaello e via Cantù, dietro il muro di cinta della Canottieri. Nello scorso mese di settembre, in Consiglio Comunale ho chiesto di provvedere prima che qualcuno ci finisca dentro. Mi hanno risposto che non è chiara di chi è la competenza e che in ogni caso sarebbero intervenuti. Ad oggi nulla è successo.

Piazza Vittoria ad Acquate davanti al bar Vitali, uno dei luoghi più frequentati in città: è dallo scorso mese di aprile che segnalo agli uffici e in Consiglio Comunale che sarebbe il caso di riparare il cestino. Naturalmente il cestino è ancora in queste condizioni, è davvero difficile comprendere quali difficoltà ci siano per riparare un cestino.
Buona giornata,

Alberto Anghileri


Le segnalazioni del consigliere Alberto Anghileri sono solo due tra il rosario di “perle” che offre la città a chi si industriasse di visitarla con una macchina fotografica. Basterebbe insomma un occhiuto e puntiglioso giapponese per scoperchiare la noncuranza dell’Amministrazione verso il decoro di Lecco. Certo si tratta di piccole cose, come piccolo era il problema delle casette natalizie, del concorso per idee del lungolago, in ballo da ventotto mesi, i marciapiedi in condizioni pietose e via elencando, in un tripudio di nefandezze alle quali si potrebbe porre rimedio con efficaci e tempestivi interventi.

Sul versante della manutenzione ordinaria si è levato un coro di proteste da parte dei consiglieri di opposizione durante il dibattito in Aula sul bilancio triennale delle opere pubbliche.

È evidente che il peso specifico di opere milionarie, peraltro solo annunciate e contemplate in un cronoprogramma tutto da verificare, sia ben più elevato delle magagne che paiono quisquilie e che invece sono il termometro di un’attenzione civile, di un’educazione al rispetto della cosa pubblica. Tra l’altro si sa che il consenso lo si cattura se si fanno bene i tombini e si garantisce l’illuminazione prima ancora di promettere opere roboanti, dai costi astronomici, e che magari non si riescono a completare neppure nell’arco di due mandati. Ostello docet. Certo sarebbe preferibile e più stimolante occuparci di grandi questioni, di progetti culturali e di grande viabilità, ma purtroppo la realtà ci costringe alla sfera “de minimis”. Nel passato, e anche di recente, ci è capitato di scrivere e parlare di Aldo Moro, e invece ora dobbiamo accontentarci di Corrado Valsecchi.

Marco Calvetti


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