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Scritto Martedì 22 gennaio 2019 alle 21:45

Il Reddito di cittadinanza e qualche cosa che credo di sapere di Lui

Il Reddito di cittadinanza e qualche cosa che credo di sapere di Lui.
Ho letto su diversi giornali  le opinioni in merito ai due punti portanti dell’azione di Governo:
quota 100 e reddito di cittadinanza. La stragrande maggioranza dei cittadini sarebbe favorevole alla possibilità espressa da quota cento di andare in pensione con tempi anticipati rispetto alla attuale normativa, insomma un elogio, condiviso, di una corretta flessibilità. Molti meno sono invece quelli favorevoli al reddito di cittadinanza, perché sommerso dalla ignobile accusa di essere “assistenzialistico” e di favorire “i lazzaroni” o il lavoro in nero. A questi illustri meditanti del senso comune, che non è buonsenso, non passa proprio per la testa quanto affermato “da un po’ di tempo”, che esiste anche una disoccupazione involontaria, e che a questo principio è informata anche la nostra Costituzione.
A questi illustri propagandisti di un presunto quanto  evidentissimo senso comune non balena affatto per la mente la modesta pretesa che una qualche forma di reddito per combattere la povertà ,giacché è solo di questo che si parla, e non di un reddito di base in senso proprio e incondizionato, esiste in tutta Europa.
A questi propagandisti di un pervicace quanto inconscio neoliberismo non gira per la capoccia inutile quanto pesante che se si dovesse parlare di assistenzialismo dovremmo eliminare l’intero nostro welfare sociale, a partire dalle pensioni sociali e minime (da abbassare), e finanche forme di ammortizzatori sociali, che impedirebbero di sviluppare una lotta dura e cruda, per porre fine a licenziamenti, a seguito di ristrutturazioni , delocalizzazioni ecc.
A questi nulla pensanti che magari criticano il RDC come di qualità inferiore del Reddito di inclusione perché per esempio non pluridimensionale e troppo centrato sul lavoro, non viene al cervello l’idea che negli anni ’60 in prossimità di una piena occupazione, al Nord non c’erano più “clochard” e che in ogni caso un single con il REI, approvato dal Governo Gentiloni, poteva arrivare ad un massimo di 187,50 mensili, passando la lunga trafila autoreferenziale e ancor più creatrice di auto dipendenza dei servizi sociali comunali; con il RDC  si avrà un massimale di 780 euro e che in una famiglia di due persone si poteva arrivare con il REI a 294 euro, mentre con il RDC a 980 euro; in una famiglia di quattro persone si passa da 461 euro a 1.130: Belle differenze e anche se il RCD è assolutamente criticabile è sempre qualcosa di più del puro nulla, che molti invocano, relegando tutti coloro che sono in povertà assoluta nella schiera dei “lazzaroni”, nulla facenti e scrocconi. Certo il RDC non si porta via la disoccupazione ma c’è da domandarsi quanti siano in questi anni i soldi che lo Stato ha “generosamente” concesso per la “crescita” alle imprese, quante ristrutturazioni hanno  riguardato il lavoro e nonostante questo quanta poca occupazione si sia generata! Se siamo ancora a livelli di occupazione in valore assoluto e relativo al di sotto della occupazione pre-crisi del 2007/8.
Forse è necessario un maggiore e più diretto intervento dello Stato per una nuova socializzazione degli investimenti. O forse bisognerà nel lungo periodo, anche se saremo tutti morti, prendere atto che la disoccupazione tecnologica si farà sempre più insistente a causa sia di una robotizzazione sempre più spinta e trasversale, anche come effetto di una sempre più invasiva intelligenza artificiale, applicata al sistema macchinico. E al fatto che non ci sarà più occupazione compensativa nei nuovi settori che inevitabilmente l’economia potrà generare E allora la soluzione non potrà che essere  una forte riduzione del tempo di lavoro che mantenga  però un sempre e più ancorato potere di acquisto alla crescita e alla produttività. Il Reddito di cittadinanza, a mio parere va anche in questa direzione, anzi ne è una particolare, seppur molto imperfetta, prefigurazione. Da potenziare in futuro e da estendere. Se non vogliamo cadere tutti nella povertà e vedere il Sistema accartocciarsi su sé stesso e probabilmente implodere.
Alessandro Magni
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