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Scritto Venerdì 25 gennaio 2019 alle 13:48

UIL Lario: cassa integrazione in calo, ma non nell'industria lecchese. Frenata nell'ultimo scorcio del 2018

Il 12° rapporto UIL del Lario sulla cassa integrazione nelle Province di Como e Lecco, relativo all’anno 2018, conferma la diminuzione della richiesta complessiva di ore da parte delle imprese dei due territori rispetto al 2017:



Situazione determinata, nel lecchese, dal calo delle ore di cassa integrazione ordinaria (-25,5%) e in deroga (-98,5%), a fronte invece di un aumento del 35,5% di quella straordinaria. Nella nostra Provincia sale del 51,3% la richiesta ordinaria nel settore tessile, che di contro nel comasco ha registrato una leggera flessione (-1,1%); quadro invertito per quanto riguarda le aziende della meccanica e metallurgica (-36,8% a Lecco, +5,4% a Como). Situazione differente nei due territori anche per la richiesta di ore di cassa integrazione straordinaria nel settore del Metalmeccanico e Metallurgico, in crescita del 45% a Lecco e in diminuzione del 22,4% a Como. Soltanto nell'industria lecchese si è riscontrato un aumento complessivo della richiesta di ore (+6,0%). Rilevante, comunque, in generale, il calo dei lavoratori in cassa integrazione rispetto al 2017: Como -603, Lecco -58.

"Il 12° rapporto conferma che l’anno appena trascorso ha vissuto una situazione economica mobile" commenta il Segretario Generale CST UIL del Lario Salvatore Monteduro. "Un inizio positivo per le aziende del territorio lecchese, trascinate dalla domanda estera del settore metalmeccanico e metallurgico, e l’ultimo scorcio del 2018 in frenata. Mentre per l’economia comasca, viceversa, le maggiori criticità sono state ad inizio anno, soprattutto per il tessile, che fa ancora fatica a trovare una continuità e stabilità economica: a tal proposito basta ricordare la situazione di crisi aziendale presente in Canepa. Tutti gli altri ambiti produttivi hanno invece rilevato maggiore dinamicità, con il turismo in Provincia di Como che ha dato un contributo notevole a sostenere la ripresa e il Commercio per entrambi i territori. Resta, però, una preoccupazione di fondo per quanto la guerra commerciale e la frenata dell’economia globale - in special modo di quella Tedesca, che con oltre 820 milioni di euro (al 2017) è la principale destinazione dei prodotti manifatturieri comaschi e la prima dell’export lecchese, con oltre 1 miliardo di euro - possa incidere negativamente sulla nostra economia nell’anno in corso. Queste paure impongono azioni politiche da parte del Governo atte a sostenere la domanda interna, con la quale attenuare gli eventuali effetti negativi dei mercati globali. Infine, si rileva l’importanza sociale degli ammortizzatori, con i quali si è impedito a 2.300 lavoratori delle Province di Como e Lecco di perdere il posto di lavoro".
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