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Scritto Sabato 09 febbraio 2019 alle 17:17

Lecco: 'Ora et Labora in difesa della vita' in piazza per Eluana, contro l'eutanasia

Eluana voleva vivere. Svegliatevi cristiani. E' questo il messaggio lanciato nel pomeriggio odierno ai piedi della Basilica di San Nicolò, a Lecco, da un nugolo di esponenti dell'Associazione "Ora et Labora in Difesa della Vita" scesi in piazza in una data ormai entrata nella piccola storia della città (e non solo).

A destra Giorgio Celsi

"Siamo qui perché oggi è la Giornata degli stati vegetativi, indetta da qualche anno proprio in memoria di Eluana Englaro. Oggi è anche il decennale della sua uccisione: io non dico morte. Eluana è morta perché la si è uccisa, altrimenti - se la si lasciava tra le mani amorevoli delle suore - era ancora in vita e magari aveva anche qualche possibilità di svegliarsi" ha sostenuto Giorgio Celsi, infermiere e coordinatore dell'iniziativa protrattasi tra slogan e preghiera, fino alla santa messa delle ore 18.
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"Vogliamo ricordare Eluana Englaro e i 2.000 stati vegetativi che ci sono in Lombardia (13.000 in Italia): sono a rischio" ha aggiunto. "Adesso - ha infatti riferito - è in discussione alla Camera una proposta di Legge popolare per legalizzare l'eutanasia attiva: noi cerchiamo di tamponare questa nefandezza che vogliono perpetrare. Oggi con quello che c'è si può già morire in modo dignitoso: abbiamo la terapia del dolore, abbiamo già tutti i mezzi per aiutare un malato. L'eutanasia attiva deresponsabilizzerà lo Stato a curare e a spendere per le ricerche. Non è poi, per caso, che abbiamo bisogno di organi?  Per i trapianti abbiamo bisogno di pazienti vivi e l'eutanasia è un buon serbatoio di organi" si è spinto a dire l'esponente dell'Associazione che, come già dieci anni fa, mentre a Roma infuriava lo scontro istituzionale dopo l'ok dei giudici a "lasciare andare" Eluana, ha portato in piazza anche pane e acqua a titolo simbolico.

A sinistra don Romualdo, cappellano della Clinica Beato Talamoni che ospitò Elauana

"Avremo l'aborto post nascita. Il bambino che nasce e cresce verrà ucciso da fame e sete perché alimentazione e idratazione sono considerate trattamento. Stiamo attenti ragazzi" ha dichiarato infatti Celsi etichettando altresì le DAT, introdotte dal legislatore, "una gran porcata. Io sono un infermiere: non c'era bisogno di una legge che vincolasse un medico a delle disposizioni. Un medico deve lavorare in scienza e coscienza. Non deve aspettare, per rianimare un malato, di vedere cosa ha scritto in un foglietto di carta. Queste disposizioni poi non sono nemmeno attuali perché potrebbero essere state firmate qualche anno prima, quindi in un momento in cui la si pensava diversamente".

Alle orazioni, recitate in circolo dagli attivisti di "Ora e Labora", i lecchesi e i tanti cittadini a passeggio tra i negozi del centro in un sabato pomeriggio dal cielo sereno, hanno risposto... con indifferenza. Gettato lo sguardo, per curiosità, quanti si sono trovati a passare per piazza Cermenati hanno tirato diritto dinnanzi a chi diffondeva volantini con scritto che Eluana era "clinicamente guarita".
A.M.
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