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Scritto Domenica 10 febbraio 2019 alle 18:03

Per non piantare un altro chiodo sulla croce di papà Englaro

Cara Leccoonline
 
Come avete documentato è andato in scena oggi il solito rituale annuale che i “padroni” della morale chiamano "la giornata degli stati vegetativi (pro-life)."
Oggi, il 9febbraio, perché è la stessa data in cui morì Eluana Englaro.
 
Ripugnante da guardare e da ascoltare, ma pure spettacolo assai istruttivo.
Gli integralisti da volantinaggio che fan i gradassi sulla vita e sulla morte (degli altri), ci danno preciso il ritratto di quel che sono, e di come vorrebbero questo Paese: arretratezza, malafede e dogma.
 
Falsa coscienza, ma vera cattiveria.
 
Non ce n’è uno, di questi soldatini della fede, che piantando un altro chiodo sulla croce di papà Englaro non gli dica “poverino”, “gli siamo vicini”. E giù un altro chiodo. Ma poi si svelano. Dicono, come ha detto oggi il coordinatore della manifestazione, Giorgio Celsi, che "Eluana è stata ammazzata"
Che "Eluana voleva vivere".
Che se "fosse rimasta dalle suore sarebbe ancora viva e magari avrebbe potuto addirittura svegliarsi".
 
Una violenza e falsa testimonianza da rimanerci ogni volta male.
Perché è proprio sull’odio per chi reclama diritti che gli integralisti religiosi di pronto intervento sguainano la spada. Purché ad essere calpestate siano le vite degli altri.

Eluana è stato un puledro di libertà e il Padre ha combattuto non contro qualcuno ma solo per Eluana. Ha chiesto solo la libertà, il diritto, di scelta per lei, non l’obbligo per tutti e su tutti a mettere fine alla sua non vita.
Paolo Trezzi
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