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Scritto Mercoledì 13 febbraio 2019 alle 10:43

Anas: 954 ponti ancora senza proprietari, 13 nel lecchese fra cui Civate ed...Annone

In provincia di Lecco, secondo i dati resi noti da Anas, i ''ponti anonimi'' sarebbero ben 13. Manufatti di cui non è ancora certa - nella maggior parte dei casi - la proprietà, come aveva sollevato un'inchiesta condotta sul Corriere della Sera, da Milena Gabanelli e Andrea Pasqualetto. Una scoperta fatta all'indomani del crollo del cavalcavia di Annone, tragedia che il 28 ottobre 2016 costò la vita al civatese Claudio Bertini. Un censimento effettuato da Anas - secondo quanto aveva dichiarato l'ex amministratore delegato Gianni Vittorio Armani in una missiva - aveva portato alla luce un fatto più che allarmante: dei 2.994 cavalcavia che sovrappassano la rete Anas, ben 1.425 non erano identificati e quindi in uno stato di possibile abbandono.
Alla luce di questa situazione e del lavoro che è stato portato avanti successivamente, quest'oggi si terrà un tavolo tecnico fra Anas e Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che dovrebbe fare il punto sulla vicenda, gettando poi le basi per risolvere altre due questioni fondamentali: il quadro normativo e quello finanziario.

Il ponte crollato tra Cesana e Annone nel 2016 e i lavori di ricostruzione

Negli ultimi mesi è stata svolta un'analisi finalizzata a reperire e archiviare la documentazione ufficiale di proprietà di tutti i ponti e viadotti (non in gestione ad Anas) che sovrappassano la rete stradale e autostradale Anas. Ma i dubbi sono ancora molti e i pezzi da comporre in questo intricato puzzle parecchi. Ad oggi il numero di questi cavalcavia dalla proprietà incerta è sceso da 1.425 a 954.
Nel lecchese - secondo la tabella reperibile sul sito della società - sono appunto 13 e - a parte due manufatti sulla Lecco-Ballabio - quasi tutti insistono sulla SS36 ad eccezione di un paio di casi. Due i ponti ''anonimi'' a Nibionno, così come ad Abbadia, tre fra Piona e Colico; e poi ancora quelli di Suello e Lierna. Nell'elenco figura anche il cavalcavia di Isella, a Civate - chiuso da tempo al transito e oggetto di un imminente intervento di ricostruzione presentato proprio ieri mattina da Anas - e infine un ultimo a....Cesana Brianza. Una presenza quest'ultima, che lascia quantomeno perplessi, dal momento che si presume che Anas nel suo elenco faccia riferimento al più noto cavalcavia di Annone, crollato da più di due anni e al centro di un'inchiesta giudiziaria con indagini chiuse proprio nei giorni scorsi. O forse al nuovo manufatto di collegamento fra i due comuni oggionesi che dovrebbe essere consegnato entro il mese di maggio. Mistero nel mistero.

Il cavalcavia di Isella a Civate

L'incontro di oggi ha quale obiettivo principale quello di colmare un vuoto legislativo: al momento Anas non può intervenire su strutture delle quali è incerta la proprietà, nonostante sovrappassino le strade statali che gestisce (oltre 20 mila chilometri), nemmeno in presenza di eventuali situazioni di pericolo, creando così uno stallo che non risolve i problemi contingenti dei ponti ''abbandonati'' sui quali non viene fatta la manutenzione. C'è poi da risolvere l'aspetto - non meno importante - finanziario. Chi paga gli interventi da realizzare su queste strutture?
Al momento una cosa è certa: per anni Anas si è mai chiesta se venisse fatta o meno la manutenzione dei ponti che scavalcano le strade che ha in gestione. Almeno fino alla tragedia di Annone.
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