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Scritto Mercoledì 13 febbraio 2019 alle 16:44

Investimenti in diamanti non andati a buon fine: risarcimenti anche nel lecchese ma attenti al fallimento

Avevano investito in diamanti ma le cose non sono poi andate così bene come era stato prospettato loro. Per questo si erano rivolti a Federconsumatori che ha trovato il modo di risarcirli. La vicenda è scoppiata un anno fa, grazie ad alcuni utenti che hanno bussato alla porta dell'associazione per capire se potevano recuperare qualcosa dopo quella scelta sbagliata.
"Ci sono stati casi in tutta Italia, anche nel nostro territorio - racconta Marco Brivio, consulente legale di Federconsumatori Lecco - Noi ne conosciamo un paio perché abbiamo incontrato i coinvolti nei nostri uffici".
La trattativa era, in teoria, molto semplice: gli operatori di alcune banche proponevano a potenziali investitori di comprare un diamante, per un valore di circa cinquemila euro. Nelle intenzioni gli acquirenti avrebbero dovuto guadagnarci tempo dopo, rivendendo il pezzo. "Il problema, però, è che si tratta di privati cittadini, non di addetti ai lavori - spiega Brivio - quindi non sono riusciti a piazzare la pietra preziosa nemmeno al prezzo di acquisto". Da lì è scattata la decisione, per molti, di farsi tutelare e cercare un risarcimento.
"Dopo mesi di trattative siamo riusciti a portare a termine le conciliazioni con le varie banche coinvolte - indica il consulente legale - Agli investitori che seguivamo è stato riconosciuto un rimborso pari alla metà dei soldi spesi per il diamante, ma anche la proprietà della pietra preziosa. Ora difficilmente l'investitore ci perderebbe, anche con la vendita sottocosto".
Ma il lieto fine non è ancora arrivato. "La società che ha fisicamente il possesso dei diamanti, la Idb-Intermarket diamond business, è appena fallita - dice Brivio - L'unica cosa che gli investitori possono fare per ricevere le pietre preziose o il suo valore in contanti, è insinuarsi nella procedura del fallimento. L'istanza deve essere presentata da un avvocato e anche il nostro se ne sta occupando. Ma attenzione, l'insinuazione deve essere depositata entro l'8 marzo".
L'appello di Federconsumatori Lecco è molto semplice: "Chi è coinvolto prenda subito appuntamento da noi - afferma il presidente provinciale Alfredo Licini - solo così possono essere riconosciuti i propri diritti".
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