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Scritto Domenica 17 febbraio 2019 alle 13:09

Calolzio, Ghezzi: sul faggio secolare una polemica stucchevole e senza senso. Ed ecco il perchè delle ramaglie

Riceviamo e pubblichiamo

Alla fine, non è stato possibile salvare il faggio secolare di villa Guagnellini. Purtroppo non si è salvato nemmeno dalle strumentalizzazioni del sedicente gruppo civico “Cambia Calolzio” che, pur di attaccare l’Amministrazione comunale, ha sollevato l’ennesimo polverone con richieste assurde e accuse senza fondamento, sottovalutando i rischi per chi frequenta il parco e non solo. Come è stato ripetutamente spiegato agli esponenti di “Cambia Calolzio” (evidentemente poco portati all’ascolto e maestri delle fake news), la pianta era ormai allo stato terminale: la diagnosi dell’agronomo non lasciava dubbi e l’ulteriore (inutile) test richiesto dal gruppo consigliare di sinistra non era tecnicamente realizzabile.

Per non parlare della risposta del ministero delle Politiche Agricole, che ha definitivamente messo la parola fine alla questione. Ma agli esponenti di “Cambia Calolzio” pare non basti, visto che continuano a inviare messaggi falsi e tendenziosi che vorrebbero far intendere che il faggio avrebbe potuto essere salvato da questa Amministrazione (tra l’altro mettendo in dubbio la professionalità dell’agronomo, che ha prodotto la relazione, e la competenza del ministero).

E ora chiedono a questa Amministrazione di fare controlli sulla salute delle piante, ma dove sono stati sinora gli esponenti di sinistra? Che ricordo essere stata una costola per mezzo mandato della precedente Amministrazione. Da qualche giorno poi, consapevoli dell’ennesima brutta figura, il consigliere Colosimo e compagni stanno cercando di spostare l’attenzione sulla possibilità di utilizzare i tronchi del faggio per realizzare arredi urbani. Ora, a buttare lì belle idee, son capaci tutti, soprattutto se non si considerano costi e problemi vari di realizzazione (faccio presente che il comune non è una falegnameria!).

Il sindaco replica anche all'ex assessore Sonia Mazzoleni:
All'inizio del mandato amministrativo avevo promesso di non guardare indietro e di non ritornare sulla pessima gestione della precedente Amministrazione che stiamo pagando ancora oggi e pagheremo per molti altri anni ancora, come del resto ha certificato il voto di giugno. Tuttavia, di fronte ai continui attacchi pretestuosi dell'ex assessore Mazzoleni, che evidentemente non si rende ancora conto dei disastri lasciati, mi vedo costretto a ricordarle l'eredità lasciataci, e in particolare: un appalto dell'illuminazione pubblica con diverse problematiche (cui stiamo pian piano ponendo rimedio), la totale assenza di manutenzione delle strade e delle caditoie per anni, l'inadeguatezza nei controlli delle strutture scolastiche e delle attività delle aziende appaltatrici dei servizi, l'incapacità nel gestire la macchina comunale, l'assenza di ascolto dei cittadini, gli accordi capestro con altri enti contro l'interesse dei calolziesi e mi fermo qui per carità cristiana. Ora, dopo essersi fatta fotografare in estate in mezzo all'erba alta, anche se pare sia stata proprio lei a chiedere (prima delle elezioni) alla cooperativa di ritardare i tagli, anziché prendere atto del lavoro generale di potatura effettuato su tutto il territorio in queste settimane, non trova altro che contestare la scelta di lasciare accatastate le ramaglie nel parco lungo il fiume nelle vicinanze della Cartiera: una decisione presa dagli uffici per razionalizzare i lavori (come avevo già comunicato di persona all'ex assessore), visto che è programmato in quella zona un intervento ancora più radicale la prossima settimana, quando avremo l'autorizzazione definitiva del Parco Adda Nord a seguito di un'integrazione. Quanto ai pini marittimi abbattuti sul lungo fiume, si è trattato di un intervento per la messa in sicurezza della strada dopo la tromba d'aria dell'estate scorsa. Da ultimo, l'ex assessore chieda alle decine e decine di fruitori, che utilizzano i nuovi giochi in piazza Vittorio Veneto, che cosa ne pensano, visto che nonostante il periodo invernale a volte fanno la fila per offrire ai propri figli e nipoti un'opportunità che prima non avevano.
Il sindaco Marco Ghezzi
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