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Scritto Mercoledì 20 febbraio 2019 alle 18:19

Il Fiocchi 'si supera' nuovamente: è la prima scuola pubblica del lecchese ad avviare percorsi di apprendistato

Il Fiocchi è il primo Istituto statale di Lecco ad aver avviato percorsi di apprendistato (di primo livello) per i propri alunni: 4 giovani selezionati dalla scuola si sono così affacciati al mondo del lavoro, senza perdere l'opportunità di conseguire comunque la qualifica, alternando il così detto learning by doing direttamente sul campo alle classiche lezioni frontali in classe che, grazie anche alla disponibilità del corpo docenti, continueranno a seguire, incastrandole con le ore in ditta, per poter sostenere poi con i loro compagni, la prova di fine corso.
"Due anni e mezzo fa, al mio arrivo, mi sono trovato a ricevere una mamma che chiedeva come mai non si fosse mai pensato a questa opportunità. Senza dire nulla l'anno scorso ho partecipato ad un progetto ministeriale rivolto a chi già lo faceva, a chi voleva diventare punto di riferimento e a chi voleva imparare. Abbiamo così ottenuto un finanziamento per iniziare e per costituire un tavolo in provincia che coinvolgesse le agenzie interessate" ha spiegato il dirigente Claudio Lafranconi, ricordando di aver "tirato in ballo" Confindustria, Confartigianato e API nonché Gi.Group e Adecco con le quali la scuola già collabora. "Nel frattempo ci siamo mossi anche per raggiungere lo stesso obiettivo non solo tramite il bando ministeriale ma affidandoci a Regione Lombardia, cogliendo una possibilità alla quale nessuna altra scuola della zona fino a quel momento aveva aderito. Siamo così arrivati ad avere quattro ragazzi in apprendistato, due attraverso il progetto statale e due attraverso quello regionale. Il numero può sembrare piccolo ma dietro vi è tanto lavoro e noi vogliamo fare le cose fatte bene, anche perché non la consideriamo un'attività estemporanea ma un qualcosa che dà un valore aggiunto".  
Anche la scelta dei quattro alunni apripista non è stata lasciata al caso. Tutt'altro. "Si tratta di ragazzi con qualche difficoltà scolastica in più, per i quali il successo formativo non era assicurato" ha proseguito il dirigente. Due sono di quarta e due di terza.
Raffaele Cesana, Giovanni Pavone, Claudio Lafranconi e Fabio Coppola
"Noi non siamo un ente a scopo di lucro: in termini di tempo e energie investite ci converrebbe lasciarli in classe ma crediamo davvero nella possibilità di offrire ai nostri studenti un progetto calzante sulle loro attitudini, scegliendo poi ragazzi con profili adatti alle ditte in cui vengono inseriti, con un piano formativo attinente alle mansioni che svolgono sul lavoro" ha puntualizzato il professor Fabio Coppola, referente per l'iniziativa, impegnato nel tessere quelle relazioni necessarie per conciliare "domanda e offerta" e dunque per rispondere alle esigenze di alunni e aziende, nella consapevolezza - rimarcata dal preside - che "sul territorio c'è sete di apprendistato".
Ad oggi i ragazzi sono inseriti alla Aldeghi Elio srl di Olginate (API), alla Electro Adda di Brivio (Confindustria), alla Stelvio Kontek di Oggiono (Confindustria) e alla Vimat snc di Merate (Confartigianato).  
Concretamente hanno lasciato la scuola. Hanno un contratto di lavoro a tutti gli effetti che li porterà fino alla conclusione del percorso di studi. "Da noi tornano come esterni e seguono il percorso di studi per le aree di base" spiega il dirigente facendo dunque riferimento a italiano, matematica e inglese oltre ad alcuni laboratori che affiancano al percorso formativo per l'acquisizione di competenze specifiche portato avanti invece direttamente in azienda. "A tante ditte per ora abbiamo dovuto chiedere di pazientare" ha aggiunto il professor Coppola, immaginando con il dirigente di estendere ulteriormente il progetto, magari anche per gli studenti diversamente abili e con il "sogno" - alla portata - di diventare poi scuola di riferimento per il lecchese così da essere d'aiuto a eventuali altri Istituti pronti a lanciarsi in un'avventura che indubbiamente richiede del "sacrificio" da parte non solo del referente ma anche del corpo docenti. Ed al Fiocchi, insegnanti storici e nuovi rinforzi sembrano marciare compatti, potendo contare anche sull'appoggio dell'Ufficio scolastico territoriale che annovera tra le proprie fila il collega Raffaele Cesana. "Abbiamo compartecipato anche noi al progetto garantendo collaborazione nel dialogo con il nostro Ufficio scolastico Regionale e con la Regione per gli aspetti tecnico-burocratici non certo secondari" ha detto il diritto interessato, auspicando che la novità possa diventare consuetudine, continuando a cucire addosso a ciascun ragazzo l'abito di cui necessità per la propria realizzazione.
La vision, all'interno della "famiglia del Fiocchi", sempre più numerosa avendo raddoppiato in due anni le iscrizioni, è una per tutti.  "La scuola deve avere responsabilità sociale" sintetizza il professor Lafranconi, declinando il concetto in tre punti. "Deve essere responsabile del percorso formativo dei suoi alunni, deve supportare le aziende del territorio (e quando dico ciò non penso a una scuola subordinata alle impresa anche, qui abbiamo avviato progetti talmente innovativi da non avere ancora ditte pronte) e deve essere centro per altri istituti, per dare in un futuro un appoggio a chi vuole intraprendere la stessa strada".
A.M.
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