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Scritto Domenica 24 febbraio 2019 alle 18:49

Anche il lecchese Renato Dell'Oro con l'amico Paolo Carminati alla Ötillö World Championship di swimrun

Ci sarà anche Renato Dell’Oro, originario di Lecco e attualmente residente a Pusiano, tra i partecipanti alla Ötillö World Championship, il campionato mondiale di swimrun, sport multidisciplinare che prevede la pratica della corsa alternata al nuoto, all'aperto e in acqua libere, che si svolgerà in Svezia il prossimo 2 settembre. Dell’Oro gareggerà insieme a Paolo Carminati, anche lui residente nel capoluogo, contro quasi trecento coppie di atleti provenienti da tutto il mondo, cimentandosi in un percorso di circa 75 chilometri, di cui 66 di corsa e 9 in acqua.


Paolo Carminati e Renato Dell'Oro

Renato, come ti stai preparando per i campionati mondiali di Ötillö?
Io e Paolo saremo gli unici italiani in gara in Svezia e siamo molto emozionati. Ci stiamo allenando moltissimo insieme, per rinsaldare la nostra intesa ed essere pronti quando ci troveremo a dover affrontare la gara: è infatti necessaria una mutua assistenza tra i componenti dell’equipaggio, che sono legati e dipendono l’uno dall’altro. Sono tanti i chilometri che percorriamo a nuoto o correndo ogni settimana. Abbiamo inoltre partecipato a moltissime competizioni insieme, in Croazia, a Bologna, in Svizzera… Non pensiamo di vincere, ma sicuramente ci presenteremo a Ötillö motivati e pieni di entusiasmo.

Qual è il bello di questa disciplina?
La particolarità dello swimrun è che coinvolge molte transizioni tra le fasi di nuoto e di corsa senza le zone cambio come accade nell'aquathlon e nel triathlon e con l'ausilio di equipaggiamenti per le frazioni in acqua: è inoltre previsto di nuotare con le scarpe. L’aspetto più divertente ed emozionante, però, è la possibilità di percorrere chilometri interi immersi in paesaggi selvaggi e quasi “primordiali”. Più che uno sport, lo swimrun è un’avventura, un viaggio: quando finisce la strada, ci si tuffa in acqua, il che rende questa disciplina particolarmente divertente in estate, quando fa molto caldo.

Come hai iniziato a praticare lo swimrun e ogni quanto ti alleni?
Mi sono avvicinato a questa disciplina quattro anni or sono, quasi per caso. Ho sempre praticato il triathlon, anche se ho imparato a nuotare solo sette anni fa, e ho deciso di partecipare ad una gara di swimrun organizzata a Idro, in provincia di Brescia, dalla SSD Spartacus Triathlon Lecco, divertendomi davvero moltissimo. Ho subito realizzato che mi sarebbe piaciuto praticare lo swimrun regolarmente: è uno sport indubbiamente faticoso, che richiede almeno uno o due allenamenti al giorno. Solitamente corro, vado in bici o nuoto la mattina: mi sveglio alle 5.30, prima di andare a lavorare. In alcuni casi poi recupero la sera: la costanza è importantissima.



Come concili la pratica della disciplina con il lavoro e la famiglia?
Ho una moglie paziente e una famiglia comprensiva: il loro sostegno e il loro affetto sono fondamentali. Sanno quanto sia importante per me “staccare” e andare a fare una corsa o una nuotata. Inoltre, non guardo la televisione e vado a dormire presto: il mio tempo è tutto per lo sport e per i miei cari. Per quanto riguarda il lavoro, viaggio moltissimo durante l’anno: approfitto delle trasferte per correre e nuotare in città che non conosco, portando sempre con me un paio di scarpe da running e il costume da bagno.

Qual è stato il tuo miglior successo e dove punti ad arrivare?
Io e Paolo siamo arrivati quindicesimi in Engadina, secondi a Bologna e siamo ventiseiesimi nel ranking mondiale. Direi però che qualificarsi per il mondiale di Ötillö è il miglior risultato in cui potessi sperare, e per questo devo ringraziare anche il mio compagno di avventura, che mi ha aiutato a migliorare moltissimo, specie nel nuoto. Prossimamente vorrei organizzare una gara di swimrun da Colico a Lecco, per valorizzare i nostri bellissimi territori ma soprattutto per dare maggiore visibilità a questo sport purtroppo ancora poco conosciuto. Il mio obiettivo principale, comunque, resta quello di tenere vivi l’entusiasmo e la passione per questa disciplina. Sono “dipendente” dallo sport e spero di continuare ad essere costante negli allenamenti, perché praticare attività fisica ha davvero moltissime conseguenze positive sulla mia vita: mi rende più sereno e più felice. Lo consiglio davvero a tutti!
M.C.
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