Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione propri e di terze parti per le sue funzionalità e per servizi in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o se vuoi negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Proseguendo la navigazione nel sito, acconsenti all'uso dei cookie.
ACCETTA
  • Sei il visitatore n° 66.388.169
Vai a:
Il primo network di informazione online della provincia di Lecco
link utili
cartoline
Scritto Mercoledì 27 febbraio 2019 alle 16:57

Autonomia, sen. Faggi: nessun solco tra Nord e Sud ma risorse gestite in maniera efficiente a favore della fiscalità locale

Il senatore Antonella Faggi
"L'autonomia è un motivo d'orgoglio. Nel senso che prima sono partiti solo Veneto e Lombardia e adesso tante altre regioni stanno facendo la stessa richiesta. Vogliamo fare le cose fatte bene, sarà un passaggio storico e la presenza della Lega al governo è garanzia che l'autonomia ci sarà. Vogliamo studiare bene ogni competenza ed euro speso".

Sono le dichiarazioni del ministro dell'interno Matteo Salvini circa il tema dell'autonomia che in questi giorni, tra le altre questioni, sta tenendo banco nella cronaca nazionale. 

Regione Lombardia ha elaborato un documento che richiama i punti essenziali dei principi dell'autonomia e su ciò su cui sta lavorando.

Abbiamo chiesto alla senatrice lecchese della Lega, dottoressa Antonella Faggi, di riassumerci e chiarirci alcuni punti, oggetto di polemica e di perplessità, così da mettere bene in evidenza i benefici che ne deriveranno.


Dottoressa Faggi la prima contestazione mossa dai detrattori dell'autonomia è che tenderà a dividere e a rendere ancora più evidente il solco tra le regioni più ricche e quelle più povere. E' così?
No, è assolutamente falso. La Costituzione sarà applicata alla lettera. Oggi ci sono inefficienze che sono senza il nome di un responsabile, abbiamo debiti e dissesti da ripianare e la distribuzione delle risorse in base alla spesa storica va a penalizzare gli enti virtuosi. L'autonomia permetterà di utilizzare in maniera efficiente ed oculata le stesse risorse che oggi sono spese dallo Stato, senza sottrarre alcun euro ad altri. I servizi garantiti saranno più efficienti a parità di risorse e ne gioverà anche il rapporto tra enti e cittadino, che sarà semplificato.


Verrà minato il senso di solidarietà della Nazione?
Come già detto non sarà sottratto alcun euro ad altri. Oggi abbiamo sprechi ovunque, con duplicazioni di incarichi e compiti. Tra le istituzioni c'è conflittualità tanto che le decisioni sono demandante alle sentenze della magistratura. Noi vogliamo che si definiscano funzioni e responsabilità, che siano cancellati sprechi e "doppioni", questo con una razionalizzazione dei tempi e dei costi, rendendo i servizi più efficienti, più vicini ai cittadini che potranno anche giudicare e criticare l'operato degli eletti.


Uno dei fronti su cui viene attaccato il concetto di autonomia è quello dell'istruzione. Si "spacca" un sistema?
Oggi ci sono classi che restano per mesi senza un docente e il mondo della scuola è distante dalle esigenze di quello del lavoro. Con l'autonomia cattedre e insegnati saranno stabilizzati, avranno migliori retribuzioni a fronte di un miglioramento della qualità del servizio e soprattutto scuola e mondo dell'occupazione troveranno un punto di integrazione.


Restando sempre nello stesso campo, cosa cambierà per l'università?
Oggi abbiamo una carenza di strutture universitarie, spesso i corsi di studi sono lontani dal mondo del lavoro e i ruoli accademici sono ingessati. Con l'autonomia si lavorerà anzitutto per migliorare le strutture e le residenze, c'è l'impegno per un raccordo tra università, centri di ricerca nazionali e mondo professionale. Personale docente e ricercatori avranno l'opportunità di una maggiore mobilità e gli organici saranno adeguati con una integrazione salariale a livello regionale.


Un punto particolarmente delicato è quello della sanità e dei suoi costi.
Oggi abbiamo il cosiddetto fenomeno del "turismo sanitario" da sud a nord, che non è mai stato affrontato seriamente oltre a norme nazionali che impediscono assunzioni e miglioramento dei servizi. Con l'autonomia ci sarà una responsabilità nella spesa che si rifletterà su minori costi che porteranno ad azzerare i ticket. Sociale e sanitario si integreranno e saranno tolti i vincoli sulle assunzioni di medici e personale sanitario.


Gli enti locali come ne beneficeranno? Il cosiddetto residuo fiscale?
Dal 2008 gli enti locali e le regioni si sono visti restringere il grado di autonomia, a favore di un centralismo che non ha portato benefici. Anzi. Con l'autonomia ci saranno più risorse per gli investimenti nei comuni, le stesse risorse oggi spese dallo Stato senza sottrarre nulla ad altri e il criterio della spesa storica sarà sostituito con quello dei costi standard che prevede una maggiore efficienza da parte dell'ente.


Ma allora chi va sbandierando il rischio di un centralismo a livello regionale, sta dicendo il falso?
Sì. Oggi siamo in una situazione in cui lo Stato ha sempre penalizzato comuni, province e regioni, azzerando la loro capacità di fare investimenti e soffocandone l'autonomia regolamentare. Gli enti locali sono stati messi in condizioni di non poter più operare, ad un punto di dissesto finanziario e organizzativo. Con l'Autonomia il debito di Comuni, Province e Regioni andrà diminuendo e ciascuno avrà più risorse e una sua autonomia gestionale. Gli obiettivi condivisi con il mondo produttivo e quello delle università consentiranno anche di rispondere in modo più adeguato ed efficiente alle esigenze delle comunità locali.
© www.leccoonline.com - Il primo network di informazione online della provincia di Lecco