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Scritto Sabato 02 marzo 2019 alle 10:22

Vigili sotto organico e comandante fantasma: continua la farsa di Via Sassi

Marco Calvetti
Se imitasse i latini che segnavano “nigris lapillis” , cioè con i sassolini neri, i giorni infausti il comune di Lecco dovrebbe installare un macigno color pece davanti alla sede della polizia locale in via Sassi.
Quel ramo dell'amministrazione infatti vive tempi ingloriosi, segnati dalla incapacità di trovare un comandante dei vigili che non se la squagli nello spazio di un mattino.
Dopo la farsa del dottor Borgotti, protagonista di una “toccata e fuga” in città e di un rientro immediato nella sua tana di Cesano Maderno  si è tentata la celere procedura per chiamata.
Il candidato unico, ha fatto fiasco, non mostrandosi all'altezza di un compito delicato e oggi più che mai variegato. Così ora si opera in clima di improvvisazione, se non d'anarchia con l'aggravante che un vigile è andato in pensione e altri due se ne sono andati per altri lidi.
Come è mai possibile che un capoluogo di provincia con pretese turistiche e distribuito in oltre dieci rioni non possa contare sull'organizzazione efficiente di un servizio essenziale. Il vigile, come si sa, non è solo quello che ti multa, magari sbucando all'angolo della strada, e sorprendendo la tua auto parcheggiata dieci centimetri fuori dalle righe, bensì una figura che deve spaziare nei campi più diversi  dal controllo del traffico all'ordine pubblico, dai controlli sul commercio alle verifiche sui cantieri e nei posti di lavoro.
L'organico è sotto gli standard previsti e ne nasce come causa diretta una città che a volte pare abbandonata a se stessa: non si pretende certo che siano i vigili a toppare le buche e a riaprire i marciapiedi, ma che almeno svolgano la funzione di segnalare alla giunta e ai dirigenti le magagne che i lecchesi incontrano a ogni piè sospinto.
Quando in consiglio comunale ascolto l'elenco delle lamentele che l'opposizione manifesta nello spazio delle comunicazioni previste prima della discussione dell'ordine del giorno (uno spartito collaudato nel quale non mancano gli acuti del piddino Alberto Colombo), penso che alcuni piccoli problemi potrebbero essere risolti alla radice se le varie ripartizioni interagissero.
Ora con il congedo del dottor Flavio Polano, l'eroico presidente della provincia che non c'è, si libera un posto da dirigente e gli ostacoli burocratici che impedivano assunzioni non saranno più un alibi per trastullarsi nell'ignavia. Con la primavera alle porte sarebbe utile che nella caccia al nuovo comandante e agli altri agenti si pretendesse una conoscenza della lingua inglese, per evitare al turista straniero che chiede informazioni su villa Manzoni si risponda magari in dialetto.
P.S. Mi vesto da vigile e segnalo che in piazza Manzoni giace, steso sull'erba, il palo con le telecamere abbattuto nella memorabile giornata di stratempo dell'autunno scorso. Ho da oggi avviato un mio personale conto per vedere quanti giorni ci vorranno per la rimozione e per l'installazione della telecamera.
Le calende greche non mi piacciono.
Marco Calvetti
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