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Scritto Giovedì 07 marzo 2019 alle 12:10

Lecco: ricordati gli scioperi del 7 marzo 1944, 'rivendicazione di liberà per tutta la comunità'

Nella giornata di oggi, giovedì 7 marzo, si è svolta la tradizionale cerimonia commemorativa dedicata agli scioperanti delle fabbriche lecchesi che esattamente 75 anni fa vennero deportati nei campi di concentramento nazisti. In quell’occasione 26 lavoratori furono arrestati e imprigionati. 19 di loro non fecero mai ritorno a casa. Anche quest’anno si sono riuniti studenti, autorità, associazioni, politici e cittadini per dei momenti di riflessione durante una cerimonia articolata tanto quanto riflessiva.

La commemorazione organizzata da Cgil, Cisl, Uil, Anpi, Comune e Provincia di Lecco è incominciata di buon ora con la Santa Messa celebrata nella chiesa dei "SS. Martiri Gervaso e Protaso" di Castello, al termine della quale il corteo si è diretto al parco “7 Marzo” in Corso Matteotti per una breve ricostruzione dei fatti a cura di Enrico Avagnina, Presidente dell’Anpi di Lecco, che ha ricordato il tragico momento della deportazione e il sacrificio dei lavoratori lecchesi per la libertà e il riscatto dell'Italia dalla dittatura. A seguire si è svolto in Via Castagnera il consueto omaggio floreale alla lapide dei dei caduti e un momento di silenzio e riflessione comune dei partecipanti che nonostante la pioggia battente non sono mancati per la ricorrenza.

La cerimonia è proseguita nell’aula magna dell’Istituto Bovara di Lecco dove, nonostante la mancanza di Pino Galbani, ultimo dei sopravvissuti lecchesi, scomparso il 25 Dicembre 2016, che da sempre era un punto di riferimento poiché narrava ai più giovani la sua preziosa testimonianza, si sono susseguiti interventi che hanno saputo cogliere il valore storico e civile della celebrazione.
Il Sindaco Virginio Brivio ha sottolineato che il gesto dello sciopero è stata una rivendicazione di libertà per tutta la città. “Quando i diritti vengono calpestati tutta la comunità è messa in discussione. Cerchiamo di rendere questa memoria concreta a partire dai musei come la “sala della resistenza” del museo civico. Pino Galbani ogni anno ricordava e ripercorreva cosa voleva dire in quegli anni scioperare e le conseguenze concrete che hanno subito i lavorati lecchesi. In generale, questo tema di leggerezza appositive per portare avanti la libertà è stato un tassello fondamentale e un avvio per l’ultima parte della vicenda…Per evitare il rischio di una riscrittura delle vicende avvenute il miglior antidoto è partire dai fatti del nazismo guardando le operazioni di libertà e di coraggio che sono avvenute”.
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La visione di un video scelto dal Preside dell’Istituto Bertacchi Raimondo Antonazzo e la testimonianza di Anton Lorenci, studente che per il secondo anno di fila ha partecipato all’esperienza del “treno delle memoria” hanno ricordato che militanti della memoria bisogna essere ogni giorno per contagiare le nuove generazioni ricordando i fatti avvenuti nel passato.
La mattinata si è conclusa con i canti “Bella Ciao” e “Fischia il vento” dei bambini del Coro della scuola secondaria di primo grado Antonio Stoppani di Lecco
C.Ca.
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