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Scritto Lunedì 11 marzo 2019 alle 19:20

Mandello: presunti atti osceni in spiaggia, chiesto almeno un anno di reclusione per un magrebino

Avrebbe più volte importunato le persone intente a godersi qualche ora in riva al lago durante le giornate di grande calura estiva, mettendo in "mostra" i genitali e toccandosi. Per questi motivi si è aperto questa mattina presso il palazzo di giustizia lecchese il procedimento penale a carico di un giovane marocchino classe 1986 -all'epoca dei fatti residente a Mandello- accusato di atti osceni ai sensi dell'articolo 527 del codice penale.
La vicenda è stata interamente ricostruita questa mattina nell'aula del giudice monocratico Martina Beggio: i fatti per cui si procede sarebbero avvenuti -secondo la tesi accusatoria- il 2 e il 3 agosto del 2017 in una piccola spiaggia di Mandello. A fornire maggiori dettagli sulla vicenda sono state le due donne che hanno allertato i Carabinieri e che hanno sporto denuncia nei confronti dell'extracee. "Ero con una mia amica" ha raccontato la prima testimone, una ragazza milanese di 24 anni, chiamata a raccontare quanto da lei visto in quei giorni. "Stavamo per immergerci in acqua quando abbiamo notato quest'uomo sdraiato in spiaggia intento a fissarci e abbiamo visto che nel mentre aveva tutti i genitali di fuori, li faceva uscire da un buco nei pantaloncini. Si trovava più o meno nascosto dietro ad un muretto quindi non tutti i presenti potevano vederlo, ma se ci si immergeva in acqua chiunque poteva scorgerlo, anche i numerosi bambini presenti quel giorno". La stessa testimone ha raccontato di essere tornata allo stesso lido anche il giorno dopo e di averlo intravisto nuovamente: "non ci volevo credere. Si era messo sempre nello stesso punto e faceva sempre la stessa cosa, ma avendo visto i suoi atteggiamenti il giorno prima ho deciso di spostarmi e di non considerarlo, finchè ho sentito un'altra signora parlare al telefono di questo soggetto e dei suoi comportamenti. Insieme abbiamo chiamato i Carabinieri e abbiamo raccontato quanto visto".
L'altra donna a cui ha fatto riferimento la prima testimone è stata anch'ella ascoltata come persona informata dei fatti e, rispondendo alle domande del Vpo Pietro Bassi e dell'avvocato difensore Paolo Scainelli, ha ben descritto il comportamento dell'uomo: "non era la prima volta che vedevo questo soggetto, essendo anch'io di Mandello mi capitava di incrociarlo per strada. Aveva sempre questi atteggiamenti fastidiosi, ti mandava i baci da lontano o schioccava la bocca per richiamare l'attenzione ma l'ho sempre ignorato. Il 3 di agosto del 2017, nella spiaggia "al campeggio", sono stata invece allertata da mio figlio di 8 anni che, mentre faceva il bagno con altri bimbi, mi ha riferito che quest'uomo si stava comportando in modo strano, era come se si lavasse le parti intime senza utilizzare acqua. Il bimbo ovviamente non capiva cosa stesse accadendo così io, per scagionare qualsiasi dubbio, mi sono avvicinata e ho visto che si stava masturbando, sotto gli occhi di tutti". A quel punto la donna ha riferito di essersi avvicinata e di aver intimato al giovane di smetterla, avvisandolo che avrebbe chiamato i Carabinieri. Sentendo quelle affermazioni il ragazzo se ne sarebbe andato, per ritornare dalla donna dopo pochi minuti a chiedere scusa. "Diceva che non stava facendo nulla" ha continuato la donna, "e continuava a chiedere scusa, ma sono sicura di quello che ho visto. Non era la prima volta che lo vedevo anche in spiaggia, di solito ti mandava anche baci, ti faceva l'occhiolino o gesti provocatori con la lingua. Anche un'altra ragazza era arrivata a confermare quanto avevo visto". Il tutto sarebbe avvenuto sotto gli occhi di diverse persone, essendo la spiaggia parecchio affollata.
All'arrivo dei Carabinieri, come riportato da un operante intervenuto nelle immediatezze dei fatti, il ragazzo avrebbe affermato che il tutto sarebbe "accaduto per caso perchè ho il pantalone rotto"; effettivamente i militari avevano constatato che il pantalone era rotto e che non era la prima chiamata che ricevevano per episodi simili, tutti riguardanti un soggetto di nazionalità straniera, ma che non ci sarebbero state ulteriori segnalazioni per episodi di masturbazione.
L'imputato di contro, rendendo dichiarazioni spontanee quest'oggi in udienza per mezzo di un'interprete, ha dichiarato di non aver fatto nulla quel giorno e che le due donne "in complotto" si sarebbero messe d'accordo per chiamare i Carabinieri in modo da non farlo più avvicinare a quella spiaggia. Dichiarata chiusa l'istruttoria dibattimentale, il Vpo Bassi ha chiesto la condanna dell'uomo a non meno di 1 anno di reclusione, sottolineando come il suo comportamento abbia creato grave turbamento alle persone che hanno assistito alla scena. Il difensore dell'imputato di contro, evidenziando alcune discordanze nelle testimonianze fornite poco prima in udienza dalle due donne -come il colore del pantaloncino indossato dal suo assistito, che una avrebbe descritto nero e l'altra fucsia o la confusione sulle date- e ricordando che l'uomo esponeva le sue nudità sì all'aperto in spiaggia ma tuttavia riparato da un muretto, ha chiesto l'assoluzione con la formula dubitativa e in subordine il minimo della pena, in estremo subordine l'assoluzione per la particolare tenuità del fatto.
Il giudice ha rinviato il processo al prossimo 19 marzo per eventuali repliche delle parti.
B.F.
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