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Scritto Lunedì 11 marzo 2019 alle 20:46

Valmadrera: investimento in via XXV Aprile, al via il processo per la morte di Diana

Stava andando ad acquistare un pacchetto di sigarette al distributore di benzina, situato a pochi metri di distanza dalla abitazione del compagno, quando -per cause ancora da accertare- è stata investita da un'automobile ed è morta in ambulanza mentre veniva trasportata a sirene spiegate verso il Manzoni di Lecco. Diana Gabriela Mateianu, una giovane di soli 20 anni, originaria della Romania, spirava così il 9 settembre del 2017 in via XXV aprile, all'altezza del civico 25, a Valmadrera; si trovava in Italia da pochi giorni, più precisamente dal 29 di agosto, ed era venuta nel lecchese per trovare il fidanzato. Ci sono delle responsabilità imputabili all'automobilista che, investendo la donna, le ha spezzato la vita o è stata solo una tragica fatalità? È a questo interrogativo che dovrà rispondere l'istruttoria dibattimentale cominciata quest'oggi nell'aula del giudice monocratico Martina Beggio a carico dell'uomo, sulla 60ina, anch'egli residente a Valmadrera, che a bordo del suo Fiat Doblò ha travolto la giovane; per lui -assistito dagli avvocati Michele Cervati e Laura Redaelli- è scattata l'accusa di omicidio stradale, ai sensi dell'articolo 589 bis del codice penale.

Il Doblò che investì la ragazza

Dalle domande poste dal Vpo in udienza Pietro Bassi, si è dapprima ricostruita la dinamica dell'incidente secondo i rilievi effettuati dalla Polizia Locale di Valmadrera, intervenuta pochi minuti dopo l'investimento della 20enne, mentre i sanitari le stavano praticando le manovre rianimatorie, e dalle integrazioni fornite dalle immagini delle telecamere di sorveglianza poste nei pressi del punto in cui si è verificato sinistro, una di proprietà del Comune situata vicino all'impianto semaforico e l'altra di proprietà del distributore. L'assistente della PL di Valmadrera che ha effettuato i rilievi ha evidenziato che quella mattina il manto stradale era bagnato per via della leggera pioggia ma la visibilità della strada era buona; non c'era molto traffico, essendo un sabato. Il veicolo investitore stava proseguendo verso Civate e la giovane, che stava percorrendo il marciapiede situato dall'altro lato della strada, proseguiva in direzione opposta. Secondo la ricostruzione della Locale, fornita oggi in udienza, verso le 8.40 la ragazza stava correndo sul marciapiede di via XXV aprile quando, dopo aver lasciato "sfilare" due veicoli procedenti nella sua stessa direzione e dallo stesso lato della carreggiata, ha attraversato la strada (sempre di corsa) e, appena messo piede nella carreggiata in cui procedeva la Fiat Doblò, venne investita. Sembrerebbe infatti -secondo la ricostruzione fornita dagli agenti- che la presenza dei due veicoli provenienti nello stesso senso della giovane non abbia consentito all'investitore di rendersi conto della presenza della ragazza; gli agenti non hanno tuttavia saputo rispondere alle domande dei difensori sulla eventuale visuale della vittima, se cioè fosse stata in grado di avvistare l'autovettura del loro assistito.

I rilievi compiuti la mattina del sinistro dalla PL

È pacifico invece che quest'ultimo, accortosi, seppur tardivamente, della giovane, abbia sterzato tutto a sinistra cercando di evitarla ed arrestando la sua corsa 35 metri più avanti, di fronte ad una autofficina. "Sull'autovettura non ci sono stati comunque danni imputabili all'impatto" ha dichiarato l'agente, avvalorando la tesi che la ragazza sia stata probabilmente schiacciata dallo pneumatico. La PL ha rilevato nelle circostanze del sinistro tre sanzioni del codice della strada: una imputabile alla vittima, che ha attraversato la strada senza posizionarsi sulle strisce pedonali (situate, da entrambi i lati, a circa 60 metri dal luogo dell'impatto) e due imputabili all'investitore, per essere passato col "giallo" all'impianto semaforico pochi secondi prima del tragico evento e per aver rilevato una velocità non commisurata alla situazione ambientale. Su quest'ultimo punto tuttavia l'agente di PL ha riferito di non aver potuto calcolare esattamente la velocità del veicolo investitore, impossibile da stabilire solo dalle immagini delle telecamere di sorveglianza. Sul luogo dell'incidente, negli istanti immediatamente antecedenti e successivi alla tragedia, erano presenti altre persone; uno di questi è il proprietario della autofficina vicino la quale il valmadrerese, in stato di shock, si sarebbe fermato nelle immediatezze del tragico avvenimento. Il meccanico ha affermato che in quegli istanti stava uscendo dalla sua attività a bordo di una vettura: "ho visto la ragazza che correva sul marciapiede. Ho fatto manovra e mentre mi stavo mettendo in strada ho sentito un botto. D'istinto mi sono girato e ho visto che la ragazza stava cadendo a terra ma non avevo capito che era stata investita". L'istruttoria è stata aggiornata al prossimo 30 di aprile per l'escussione di un altro testimone oculare presente quella mattina.
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B.F.
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