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Scritto Martedì 12 marzo 2019 alle 18:46

Olcio, aggressione al cimitero nel 2016: a giudizio l'ex del sindaco di Dorio, dopo la condanna di lei in abbreviato

Il tribunale di Lecco
Si era presentato ad un appuntamento serale su richiesta dell'ex compagna che nel corso di una veloce telefonata, gli avrebbe chiesto un incontro urgente in via al Cimitero di Mandello, località Olcio. Recatosi sul posto nonostante i sospetti - tanto da farsi accompagnare dalla madre e dalla fidanzata - l'allora 42enne sarebbe stato aggredito da un secondo soggetto, materializzatosi nel parcheggio del camposanto quasi dal nulla. Un faccia a faccia durato pochi secondi e conclusosi con la fuga in auto dei due e con la chiamata della vittima ai carabinieri. Si può riassumere così la vicenda finita al centro del procedimento penale che si è celebrato questa mattina in tribunale a Lecco al cospetto del giudice monocratico Martina Beggio. Imputato per i reati di lesioni personali, danneggiamento ed esercizio arbitrario delle proprie ragioni è Giovanbattista Luciano - difeso dagli avvocati Laura Redaelli e Michele Cervati - mentre aveva già definito la propria posizione davanti al giudice per le udienze preliminari Paolo Salvatore, l'allora compagna (nonchè attuale sindaco di Dorio) M.Cristina Masanti. Quest'ultima era stata infatti condannata in rito abbreviato alla pena di due mesi e venti giorni per i reati procedibili d'ufficio, mentre il gup aveva sentenziato il non doversi procedere per il terzo capo d'imputazione, avendo la parte offesa proceduto alla remissione della querela.
Una vicenda complessa quella che ha portato all'apertura di un fascicolo a carico dei due, ricostruita questa mattina in aula dagli operanti che quella sera di quasi tre anni fa, avevano raccolto la denuncia della presunta vittima del pestaggio, avvenuto - da quanto è emerso in dibattimento - probabilmente per ragioni di tipo economico, dal momento che l'aggredito aveva un debito nei confronti della ex.
''Ci siamo portati in Via al Cimitero di Mandello su indicazione della nostra centrale operativa'' ha riferito un militare della stazione di Valmadrera, ricordando che la parte offesa, visibilmente agitata, presentava ''i vestiti strappati'' mentre al loro arrivo gli aggressori ''erano già andati via''. E' stato invece il maresciallo Pierluigi Salatini - attuale vice comandante della caserma di Mandello - a ricostruire brevemente l'indagine che ha consentito, anche grazie al contributo dei colleghi di Colico, di individuare l'imputato quale presunto autore dell'aggressione al 42enne mandellese, che subito aveva sporto querela nei confronti dell'ex compagna, con la quale aveva convissuto negli anni precedenti.
E' stato proprio quest'ultimo a presentare in udienza la propria versione dei fatti, rispondendo alle domande postegli dal pubblico ministero, l'avvocato Redaelli e il giudice Beggio. ''Era un sabato sera di quasi tre anni fa quando squillò il cellulare. Era la mia ex compagna che mi chiedeva un appuntamento a Olcio'' ha affermato il querelante. ''Il tono di voce non era dei migliori e la telefonata mi era sembrata strana. Per questo motivo ho deciso di presentarmi insieme a mia madre e alla mia fidanzata'' ha riferito l'allora 42enne ricordando di aver dapprima visto, seduta su un muretto, la Masanti e poco dopo di essere stato colpito da una persona di sesso maschile che non avevo mai visto prima. ''Continuava a dirmi: devi dargli i soldi, poi dopo avermi strappato la maglietta è fuggito insieme a lei'' ha concluso, precisando di non essere stato toccato dalla sua ex, che non sentiva da diversi mesi. ''Dopo due giorni i carabinieri mi hanno mostrato delle fotografie nelle quali ho riconosciuto il mio aggressore''.
Una vicenda che per la prima cittadina di Dorio si è chiusa a maggio con la definizione della pena in rito abbreviato al cospetto del giudice Salvatore.
L'udienza odierna si è conclusa con la testimonianza dell'attuale compagna della vittima, che ha ricostruito l'episodio, mentre l'ex comandante della stazione dei carabinieri di Colico Giuseppe Cacicia e il suo vice, il maresciallo Leonardo Giannotta, hanno aggiunto alcuni particolari relativi al rapporto tra M.Cristina Masanti e Giovanbattista Luciano, anche in relazione alla presunta aggressione nei confronti dell'ex compagno di lei.
Si torna in aula il prossimo 11 giugno per chiudere la fase dibattimentale con l'audizione di due testimoni: la madre dell'aggredito e la Masanti che - essendo stata imputata in un procedimento connesso - dovrà essere sentita in presenza di un avvocato.
G.C.
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