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Scritto Giovedì 14 marzo 2019 alle 11:51

15 marzo 1949: scontri a Lecco per il Patto Atlantico

Era il 15 marzo 1949, settanta anni or sono: piazza Garibaldi e le vie vicine del centro di Lecco registrarono durissimi scontri tra dimostranti e forze dell'ordine durante il dibattito parlamentare sull'adesione dell'Italia al Patto Atlantico. La sera del 16 marzo, a Roma, la Camera dei Deputati ratificò la decisione del Governo del democristiano Alcide De Gasperi di aderire a tale organizzazione internazionale di difesa. I voti favorevoli furono 342, i contrari 170.


Nel pomeriggio del 15 marzo, a Lecco, i partiti di sinistra, con l'adesione della Camera del Lavoro e dell'Anpi, organizzarono una manifestazione popolare di protesta contro il Patto Atlantico, definito organismo dell'imperialismo e del capitalismo americano, proclamando scioperi nelle fabbriche, ai quali si dissociarono gli aderenti alla componente sindacale cristiana, che darà poi vita alla CISL. La dimostrazione nella centrale piazza Garibaldi non venne autorizzata, mentre circa duemila dimostranti giungevano a Lecco anche dal territorio, non pochi in bicicletta ed in treno, in particolare da Mandello Lario. La situazione divenne incandescente verso le ore 16, quando fu annunciato l'intervento oratorio di un rappresentante della Camera del Lavoro. Una decina fra carabinieri e poliziotti, agli ordini dl commissario Luzzi, intervenne per impedire il comizio non autorizzato. Ebbero inizio scontri intorno al monumento a Garibaldi, allora collocato in posizione centrale sulla piazza. Rinforzi di carabinieri e polizia vennero subito inviati dalle caserme di corso Martiri, portando la forza presente ad una cinquantina di uomini. Il questore di Como, avvertito dalla situazione grave di Lecco, mobilitava la Guardia di Finanza nella caserma di via Bovara, metteva in allarme i militari della Legnano nella caserma Sirtori ed ordinava ai vigili del fuoco di essere pronti a uscire con l'autobotte-idrante dal distaccamento allora in via Roma, presso il palazzo Ghislanzoni. I cartelli di protesta che portavano i dimostranti contro il Patto Atlantico ed il Governo De Gasperi vennero scagliati verso le forze dell'ordine, colpendo pesantemente il giovane tenente dei carabinieri De Lellis e leggermente tre altri militari. Il commissario Luzzi ordinò il lancio di lacrimogeni verso il Teatro della Società, dove si era radunato il gruppo più agitato e numeroso di dimostranti, e vennero esplosi anche colpi di arma da fuoco. La situazione rimase caldissima ancora per un'ora, poi gruppi di dimostranti lasciarono la piazza per raggiungere la stazione e far ritorno a casa con il treno. Si confermava, intanto, l'arrivo di rinforzi da Como, e già posti di blocco erano operativi intorno al Ponte Vecchio, unico viadotto stradale allora della città. Nella serata giunsero da Milano reparti della Celere e del battaglione mobile carabinieri e scattò una vasta operazione che portò a controlli, perquisizioni e fermi. "Eravamo arrabbiati e delusi. Il Patto Atlantico per noi era una vittoria della vecchia politica - dichiarò cinquant'anni dopo un giovane comunista che era in piazza Garibaldi nel 1949 - Avevamo preso due brutte sconfitte nel 1948, il 18 aprile alle politiche con la grande vittoria di De Gasperi, ed a Lecco alle comunali di autunno che consegnarono la città alla Democrazia Cristiana per una presenza durata quasi mezzo secolo. Certo oggi tutto sembra così anacronistico; andammo in piazza (sfidando la Polizia di Scelba, che non scherzava) contro un Patto che, sia pure tanti anni dopo, ha visto l'adesione di nazioni dell'Est ex comunista". L'intervistato aggiunse "Soprattutto per questo ricordo quel 15 marzo 1949, così lontano non solo nel tempo trascorso".
A.B.
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