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Scritto Giovedì 14 marzo 2019 alle 13:05

Lecco: in Confindustria incontro per la Maggi Catene, impegno a riportare il Tfr al 100% del suo valore

È durato poco più di un’ora, per poi riprendere dopo mezzogiorno e protrarsi fino alle 14.00, l’incontro in Confindustria tra i rappresentanti dell'associazione datoriale, dell'impresa e delle sigle sindacali in relazione alla situazione della Maggi Catene di Olginate, organizzato nella mattinata di oggi, giovedì 14 marzo, nella sede lecchese di via Caprera, presidiata all’esterno da buona parte dei dipendenti dell’azienda, in sciopero da ormai tre giorni.


I lavoratori in presidio questa mattina

L’esito? Una dichiarazione scritta, nero su bianco, attestante il fatto che l’impresa si stia impegnando, anche tramite i propri avvocati, a riportare i crediti del Tfr degli operai – destinato al fondo Cometa e declassato tra i chirografi al 27,8% – al 100% del suo valore. Ciò implica una serie di passaggi (e tempi) tecnici che i rappresentanti sindacali hanno assicurato di monitorare giorno dopo giorno: entro il 18 aprile – giorno dell’adunanza in Tribunale dei creditori – il Piano concordatario depositato dal Gruppo lo scorso luglio dovrà infatti essere modificato, per poi passare al vaglio del giudice che avrà l’ultima parola sulle sorti dell’azienda, che attualmente è in debito con i dipendenti anche di cinque stipendi. Moderatamente soddisfatti i lavoratori in presidio in via Caprera, quest’oggi rappresentati da Elena Rossi, Gabriella Trogu, Igor Gianoncelli e Marco e Maurizio Oreggia delle sigle sindacali.



“È un primo passo, anche se nei prossimi giorni la situazione sarà da monitorare con attenzione perché non possiamo rischiare altre sorprese” hanno commentato a caldo i dipendenti, in paziente attesa fuori dalla sede di Confindustria. “Certamente non possiamo accettare un simile declassamento del nostro Tfr, con il pericolo di perdere gran parte dei fondi pensionistici di cui peraltro molti di noi dovrebbero beneficiare in poco tempo, essendo la nostra età media superiore ai 50 anni: in ogni caso, ciò che vogliamo non è che la Maggi Catene, in cui abbiamo lavorato per una vita intera, chiuda, ma soltanto che ci riconosca i soldi che ci spettano ora e quelli per la nostra vecchiaia”.
Il prossimo 26 marzo le parti in causa torneranno in Confindustria per un incontro specifico di aggiornamento. Deposte le "armi", intanto, da domani alla Maggi Catene si tornerà al lavoro.
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B.P.
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