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Scritto Venerdì 15 marzo 2019 alle 18:35

Bellano: 50enne accusato di furto... per una goccia di sangue

Una singola traccia ematica rinvenuta dai Carabinieri sul luogo del delitto potrebbe scagionare o incastrare un 50enne torinese a processo in Tribunale a Lecco.
All’uomo viene contestato il reato di furto in abitazione. Nel giugno del 2009 qualcuno si era introdotto passando per la finestra nell'abitazione di un cittadino danese, in quel periodo a Biosio (frazione di Bellano) per ragioni di lavoro, per impossessarsi della cassaforte del proprietario di casa. Forse proprio nello svitare i supporti murali della cassetta di sicurezza- al cui interno si trovava un fucile Beretta- secondo la pubblica accusa il ladro si sarebbe tagliato, lasciando nell'appartamento una macchia di sangue. Nel corso delle indagini la suddetta macchia sarebbe stata analizzata dai Ris e confrontata con i DNA presenti nei database delle Forze dell'Ordine, ma non essendo stata trovata all'epoca alcuna corrispondenza, la denuncia per furto ai danni del danese era rimasta contro ignoti. Quando nel 2013 il DNA di Massimiliano De Glaudi era stato prelevato perchè imputato per altra causa e dichiarato compatibile con quello ritrovato nell'abitazione di Biosio, il fascicolo era stato "riesumato" dalla Procura di Lecco e posto a carico del piemontese.
Quest'oggi davanti al giudice monocratico Enrico Manzi la difesa ha discusso della fantomatica "prova regina": essendosi formata fuori dal dibattimento, gli avvocati Matteo Bodo e Enrico Buratti ne chiedono insistentemente la ripetizione. Tuttavia il Pubblico Ministero e titolare del fascicolo Paolo Del Grosso aveva sottolineato l'impossibilità di rivalutare il test di compatibilità del DNA per   l'esigua quantità di sangue conseguita.
Così il giudice Manzi ha disposto una perizia per rianalizzare i campioni tenuti sotto sequestro: l'incarico sarà conferito nell'udienza del prossimo 19 aprile al dott. Salvaderi.
F.F.
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