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Scritto Domenica 17 marzo 2019 alle 13:46

Valmadrera: pittura fotografia e ceramica si incontrano nella presentazione del secondo libro di Tatiana Servedio

Pittura, fotografia, ceramica e letteratura: queste le quattro forme d'arte che, in occasione della presentazione del secondo libro di Tatiana Servedio presso il centro culturale Fatebenefratelli di Valmadrera, si sono nuovamente incontrate per regalare ai presenti un pomeriggio ricco di cultura e di spunti di riflessione. Filo rosso - o filo rosa in questo caso - della giornata è stata la figura della donna, al centro dell'ultima pubblicazione della scrittrice valmadrerese, che è stata omaggiata in svariati modi anche da altre artiste locali.

Marta Colombo, Francesca Andreotti, Daniela Anghileri, l'assessore Raffaella Brioni, Chiara Romanò,
Alessandra Canali, Alessia Pozzoni, Tatiana Servedio, Daniela Biffi, Angelo Isella


A condurre la presentazione è stata Marta Colombo, la quale ha introdotto in prima battuta Daniela Biffi del Centro Italiano Femminile di Valmadrera, che ha spiegato ai presenti la storia e le attività di quello che è, da circa 75 anni, un punto di appoggio per tutte le donne e le mamme del paese. Cominciata come associazione finalizzata alla ricostruzione dell'Italia nel secondodopoguerra, il Cif, nel corso degli anni, si è sempre di più concentrato sugli studi nel sociale, nell'organizzazione di eventi a favore, in primo luogo, di donne e famiglia. "Il centro nasce nel '79 a seguito della mancanza di spazi e luoghi in cui le donne del paese potessero valorizzare il proprio "saper fare" e la propria creatività; in tempi più recenti abbiamo dato vita ad uno spazio dedicato ai bambini dai 16 mesi all'età della prima scolarizzazione - il Punto Gioco - per poter colmare il buco tra il termine del congedo di maternità e l'inizio della scuola"; l'idea alla base è quella infatti di poter offrire un supporto alle donne lavoratrici ma anche alle mamme che non hanno parenti a cui poter affidare i figli, "nell'ottica di poter costruire sempre più momenti comunitari e di confronto tra genitori".
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La parola è poi passata a Francesca Andreotti, neolaureata in ostetricia, che recentemente ha aperto, insieme ad una sua collega, "Una maia per amica", blog che si caratterizza nel fornire informazioni e supporto a tutte le donne che vi si rivolgono. "Cerchiamo il più possibile di contrastare la disinformazione dilagante su internet rivolgendoci in primo luogo alle donne in quanto donne, alle donne in quanto madri ma anche ai papà; l'obiettivo è quello di costruire una rete di conoscenze online per poi riuscire, un giorno, ad aprire uno studio vero e proprio che possa offrire quel supporto necessario per dare alle donne la possibilità di esprimere in toto la propria forza". Il pomeriggio è poi entrato nel vivo dell'aspetto artistico quando Daniela Anghileri, del centro Fotografico Gianni Anghileri, ha raccontato ai presenti come e quando sono state acquisite le foto esposte. "Gli scatti sono stati fatti principalmente in due occasioni distinte: alcune durante la manifestazione "Premana rivive l'antico" e altre a San Felice sul Panaro, durante il carnevale che si svolge nella Quaresima".

Donne anziane, contadine, maestre e artigiane sono state immortalate nelle significative fotografie - rigorosamente in bianco e nero - visibili dal pubblico presente. "Lascio la libertà all'osservatore di vedere quel che vuole nei miei quadri, di farsi attraversare dall'emozione che nasce in quel momento, senza influenzare l'occhio del fruitore attraverso descrizioni inadeguate" così Alessandra Canali, pittrice di Valmadrera si è rivolta ai presenti, esponendo una decina di propri quadri il cui soggetto è sempre femminile, rappresentato però da diversi punti di vista. È giunto poi il momento delle ceramiche, create da Chiara Romanò ed esposte tra le foto e i quadri di Alessandra Canali. Sono "Tracce di vita" quelle che Chiara ha deciso di mettere in mostra; tracce di dolore ma anche di gioia, "perché la vita è anche questo: soffrire ma avere la capacità di trasformare il dolore in gioia; da questo la presenza della luce all'interno di ogni ceramica". "L'idea per il nuovo libro è nata poco dopo aver pubblicato il precedente: volevo riscrivere un finale più allegro ad uno dei protagonisti di Passetti di Seta cui è morto un figlio"; così Tatiana Servedio, incalzata dalle domande della blogger Alessia Pozzoni, ha cominciato a raccontare ai presenti come è nato quello che può essere definito uno spin-off del libro precedente, "Passetti di seta". Non senza emozione, l'autrice ormai conosciuta a Valmadrera, ha spiegato a chi fosse dedicato il libro "Storie di donne coraggiose. Fato, caso o destino...": "Alla nonna, alla mia e a tutte le nonne; perché nella vita dei nipoti sono una delle figure più importanti, insieme ai genitori, perché rappresentano l'ultimo baluardo nella trasmissione di valori e principi che i genitori, qualche volta, non riescono a tramandare per via di aspetti materiali più impellenti". A metà tra una ricerca etnografica - nel testo si fa riferimento esplicito ad aspetti della società dell'epoca - e un romanzo d'amore, Tatiana Servedio prende di nuovo per mano tutti i lettori che lo vorranno, per immergersi in un'altra avventura dove valori atavici, tradizioni secolari e rapporti famigliari si intrecciano, tra paradossi, contraddizioni e abitudini senza tempo.
A.A.
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