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Scritto Domenica 17 marzo 2019 alle 19:15

Lecco: induce malinconia vedere un Sindaco cattolico e ''sociale'' dimenticare di ospitare pellegrini a favore dei signori del tempio

E' di questi giorni la pubblicazione dell'ordinanza del sindaco di Lecco N° 20 del dodici marzo duemiladiciannove riguardante il divieto di collocazione o abbandono nelle aree pubbliche, ad uso pubblico o esposte a pubblico passaggio di oggetti di varia natura atti a costituire giacigli, sedute o ripari di fortuna.

Una città si valuta per quello che offre e per come l'assetto urbano e sociale è tenuto. Ci sono luoghi in città di Lecco che sono degradati per com'è gestito il tessuto ambientale.

Basta osservare il vecchio tribunale Cereghini, lasciato abbandonato a causa della mancata ristrutturazione dell'edificio da anni; stessa considerazione il decadimento di Villa Ponchielli, l'attuale stabile di via Roma; per non parlare della condizione indefinibile dell'area della Piccola.

La mancata e ordinaria gestione della bella ma sedotta e degradabile ciclopedonale di Pescarenico; per non parlare dello stato disastroso del lungo lago.

La mostruosità maggiore è quella di Piazza Affari con il parcheggio da terzo mondo. Piazza Affari negli anni settanta, nella brutta ma identitaria città di Lecco industriale, era un luogo di incontro, di manifestazioni con i campionati italiani di pugilato, di musica. E' stata trasformata in un posteggio con la casettina delle rane.

Per entrare al cimitero monumentale da viale Turati devi stare attento a guardare con attenzione i gradini per non finire in ortopedia oppure con i rifiuti nell'adiacente prato.

Basta scorrere con l'occhio e passare vicino ai vari decantati fiumi per trovare l'incuria e la mancanza di pulizia; le piante sbucano da tutte le parti o la soluzione inefficace della foce della Bione che ricorrentemente è dragata ma senza delle paratie la ghiaia depositata ai lati ricade.

Lasciamo stare lo stato della strada Lecco-Bergamo. Il quartiere di Chiuso in questi anni è stato sottoposto a uno stress ambientale e di degrado inenarrabile.

Non parliamo poi del manto stradale o dei marciapiedi che sono un esempio di come confrontarsi con la neurosensorialità periferica. Che cosa dire allora delle scuole, tanto che anche il decantato e consacrato Liceo Classico dovrà finire in prefabbricati. E la vecchia mutua di via 11 febbraio che dimora lì come un cammello nel deserto in cerca di un'oasi!.

Cosa dire allora di villa Eremo, del cimitero struggente e storico di Laorca. Insomma, l'elenco è lungo.

Sono ormai una quindicina di anni che la città è ferma, è in stallo. I motivi sono varie e complessi . Le amministrazioni di centrodestra prima e oggi quella di centrosinistra sono riuscite molto parzialmente a dare delle risposte strategiche e dinamiche. C'è un blocco prima di tutto psicosociale negli amministratori.

L'ordinanza cade come un macigno su una città che è in affanno e se la va a prendere con una decina di senza tetto che non vogliono dormire alla Caritas che è l'unica struttura delegata a rispondere a questo bisogno.

Non si è nemmeno stati capaci di rispondere con soluzione di assistenza di strada a queste banali e gestibili problematiche. I cessi chimici o le docce pubbliche non possono essere messe sulle spalle dei senza tetto.

Proiettare il disagio ambientale, civile e sociale su i pochi senza tetto che girano per questa piccola e ricca città, è un colpo allo stomaco. Con politiche sociali di strada è possibile gestire questa situazione, però bisogna avere certi pensieri.

I cittadini di Lecco hanno ragione a lamentarsi ma la soluzione non è quella prevista dal Sindaco e dalla sua maggioranza. Le politiche sociali di accoglienza vanno oltre alle solite dinamiche custodialistiche che sono in atto da anni.

Le dinamiche socioeconomiche in atto sono complesse e necessitano di risposte più articolate.

Vedere un sindaco cattolico, di ispirazione sociale, dimenticarsi dell'ultimo principio delle Sette opere di Misericordia com'è quello di Ospitare i Pellegrini a favore dei signori del tempio, induce un po' di malinconia. L'ospitalità è un concetto aperto lo si coglie in particolare percorrendo le strade del mondo ma in modo più psicologico percorrendo il sentiero di Santiago.

Buen Camino sindaco.

dr. Enrico Magni
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