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Scritto Lunedì 18 marzo 2019 alle 11:02

100 passi verso il 21 marzo: a Calolzio una mostra fotografica e l'inconto con Jole Garuti

Durante il pomeriggio di domenica 17 marzo 2019, il Circolo Arci Spazio Condiviso di Calolziocorte ha proposto due importanti momenti di riflessione in occasione della Giornata nazionale della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime innocenti della mafia che verrà celebrata nel primo giorno di primavera. L'evento infatti fa parte dell'iniziativa "100 passi verso il 21 marzo" organizzata da Libera Lecco, Arci Lecco, Fiore cucina in libertà, Comune di Lecco, Consorzio Brianteo Villa Greppi, Leggermente e CPL - Centro Promozione Legalità Lecco.

A Calolzio è stata inaugurata la mostra dal titolo "La mafia non esiste", frutto del workshop di fotografia sociale tenuto dal fotografo Giulio di Meo sul campo antimafia "Attivatori di cittadinanza", organizzato da Arci nazionale, Arci Lecco, Libera, Auser, Cgil, Spi-Cgil e svoltosi a Lecco dal 27 luglio al 4 agosto 2018. I 16 scatti esposti, come ha spiegato Daniele Vanoli che ha partecipato in prima persona al campo antimafia, hanno lo scopo di raccontare l'esperienza civica e sociale che i ragazzi hanno vissuto, mettendo in evidenza i momenti di integrazioni e di convivenza. Ma non solo questo: ancora una volta il mezzo fotografico ha permesso di documentare il territorio molto spesso sporcato da un'illegalità dilagante.

Dopo l'inaugurazione della mostra, l'attenzione si è spostata sulla presentazione del libro "In nome del figlio - Saveria Antiochia, una madre contro la mafia" di Jole Garuti. A prendere la parola per prima è stata Giulia Venturini, referente legalità Arci Lecco: "Questa iniziativa è stata proposta da Arci Lombardia, insieme ai comitati di Lecco, Como e Mantova, con lo scopo di proporre un percorso di avvicinamento al 21 marzo. Voglio ringraziare vivamente Jole che da sempre si è occupata di questa tematica e ha rappresentato così un punto di riferimento nel territorio lombardo".

Giulia Venturini con Jole Garuti

La parola è poi passata all'autrice del libro: "Il 6 agosto 1985 la mafia uccise a Palermo Roberto Antiochia, giovane poliziotto. Sua madre Saveria, nel nome del figlio, è rinata per dedicare ogni energia all'impegno antimafia e per far conoscere e diffondere i valori e gli ideali del suo ragazzo. Io ho avuto la fortuna di conoscere questa donna straordinaria e di averla come amica. Venuta a mancare nel 2001, non volevo che venisse dimenticata e in quanto sua amica, mi sentivo in dovere di portare avanti il suo messaggio perseguito con dedizione e tanta fatica. Proprio per questo ho voluto dedicarle quest'opera, in modo tale che anche le nuove generazioni possano conoscerla e accostarsi a lei come un modello da imitare".

Il pomeriggio si è poi concluso con un aperitivo un po' speciale con prodotti coltivati della Cooperativa Lavoro e non solo di Corleone (Pa), un'associazione che si occupa di beni confiscati alla mafia da più di 15 anni e vende prodotti biologici e a km 0.      
V.P.
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