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Scritto Mercoledì 20 marzo 2019 alle 08:43

Galbiate: torna il falò di San Giuseppe, il Santo del silenzio che scongiura l’inverno

Puntuali come ogni anno, a “scongelare” il borgo di Galbiate dal freddo invernale - dando ufficialmente il via alla tanto attesa primavera – sono state le fiamme del falò di San Giuseppe, una tradizione più che mai radicata nel cuore del paese e in quello delle decine di persone radunatesi per godersi lo spettacolo “infuocato”.

Proposto e realizzato dalla Pro Loco con il patrocinio del Comune, il braciere in stile galbiatese ha così preso vita ancora una volta di fronte alla chiesetta di San Giuseppe in località Cantino, aperta eccezionalmente al pubblico e animata per l’occasione dalle note folcloristiche dei musicanti della Baita degli Alpini di Pescate Ciro, Rosanna, Luigi, Salvatore ed Ezio: quest’ultimo, pronto a sfidare il gelo e regalare, ogni anno, a grandi e piccoli vivaci esibizioni anche a 94 anni compiuti.

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“San Giuseppe non ha mai parlato nel Vangelo” ha esordito Don Erasmo, che prima della rituale benedizione ha letto alcune righe tratte dall’omelia recitata da Paolo VI - all’epoca ancora cardinale di Milano - presso la parrocchia di Muggiò. “Al suo interno sono narrati parecchi fatti della sua vita, ma neanche una parola: è il Santo del silenzio. Ha parlato con l’esempio, con i fatti, con i gesti, con gli avvenimenti e con le vicende della sua vita. Non con le labbra, perché il Signore ha voluto quasi coprire di umiltà, di soggezione, di sobrietà la figura di questo grande Santo, che ha protetto la vita infantile di Cristo, che è stato lo sposo della Madonna e che ha introdotto Gesù nella società dandogli uno stato civile e una professione”.

Un silenzio, quello del Santo festeggiato, che ha però disegnato decine di risate ed esclamazioni di stupore sui visi dei galbiatesi, intenti ad ammirare le fiamme che divampavano sullo sfondo della chiesetta, eruttando in una miriade di coriandoli ardenti.
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Insomma, come ogni anno uno spettacolo dal successo assicurato, che grazie alla musica, al talento di “speaker” del Presidente Franco Martino, al ricco buffet e all'immancabile vin brulé di casa ha sicuramente scaldato il cuore di tutti i presenti.
F.A.
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