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Scritto Venerdì 22 marzo 2019 alle 08:54

Lecco: nuova valutazione (al ribasso) per via Roma 51, verso la quarta asta?

Il palazzo di via Roma 51
Buona la quarta? È quello che si augura l'assessore Corrado Valsecchi, che è dovuto tornare ad occuparsi dell'ex palazzo Ghislanzoni, lo storico, elegante e cadente edificio di via Roma 51 che il Comune di Lecco sta cercando di vendere da quasi dieci anni. Risale infatti al 2010 la prima stima, che aveva quantificato il valore dell'immobile in vista della sua alienazione e da allora i tentativi di vendita fatti sono stati tre. L'iter per la prima asta era iniziato nel 2013, prezzo di vendita 3.980.000 euro, nessun acquirente. Il successivo abbassamento a 3.400.000 euro non aveva cambiato l'esito della seconda asta e anche la terza, quando la base  era fissata a 3.180.000 euro, era andata deserta.
Questa fila di insuccessi ha spinto l'Amministrazione comunale a confrontarsi con il Mise e con l'Agenzia del Demanio per trovare una via d'uscita. La prima strada tentata era stata quella di dare una "più ampia vetrina" all'edificio: "se ai lecchesi via Roma 51 non interessava, magari poteva esserci un acquirente al di fuori dei confini provinciali" ha spiegato Corrado Valsecchi, ma questi due anni non gli hanno dato ragione. Così l'assessore alle Opere pubbliche e al Patrimonio ha chiesto all'agenzia del Demanio di aggiornare la perizia e provare a stabilire il valore effettivo dell'immobile a quasi dieci anni dalla prima valutazione e la nuova stima ha fissato a 2.200.000 euro il valore di mercato dell'edificio. "È un ribasso notevole rispetto alla cifra dell'ultima asta - ha evidenziato Valsecchi - ma è anche vero che si tratta di una perizia insindacabile perché curata da un ente pubblico deputato a questa funzione". Il prossimo Consiglio comunale sarà chiamato quindi ad approvare il nuovo valore dell'ex palazzo Ghislanzoni, per dare il via ad un nuovo tentativo di alienazione dell'immobile.
"Questa volta la cifra potrebbe rendere appetibile l'asta e magari potrebbe scaturirne una gara al rialzo e questo comporterebbe per il Comune un introito superiore rispetto al valore definito dal Demanio" ha asserito l'assessore e le caratteristiche della struttura si prestano senz'altro ad un investimento immobiliare: 1.462 metri quadri, con un corpo di tre piani più il pian terreno sul versante di via Roma, con un cortile interno sul quale danno altri due livelli e che ha spazio per il posteggio al costo di 1.450 euro al metro quadro nel centro della città. Il punto debole dell'operazione è che l'edificio è chiaramente da ristrutturare e da riqualificare.
Queste le riflessioni condivise ieri sera dall'assessore Valsecchi durante la riunione della commissione prima, suscitando qualche polemica tra i consiglieri di opposizione. È stato Filippo Boscagli a riportare l'attenzione sul valore - simbolico e non - del palazzo: "Quando si era deciso per l'alienazione ci eravamo detti che era un immobile che ci stava a cuore, ma proprio in virtù del benefico che ne avrebbero tratto le casse comunali con la sua vendita, potevamo andare oltre il valore simbolico e affettivo dell'edificio. Allora il prezzo di vendita che si ipotizzava era quasi il doppio di quello di cui parliamo adesso e già ci sembrava di svenderlo, figuriamoci adesso, io penso sia arrivato il momento di valutare altri ipotesi".
Anche il forzista Emilio Minuzzo ha suggerito che la ciclicità con cui torna a porsi il tema impone delle riflessioni: "Bisognerebbe forse valutare anche costi e benefici che potremmo trarre rimettendo parte della struttura in sesto".
Scettico il leghista Giovanni Colombo: "Se l'assessore è riuscito ad individuare qualche acquirente è stato davvero bravo, lo dico senza ironia, altrimenti sarà un'ulteriore girata a vuoto. Il palazzo sarà anche storico ma le cose in questi anni sono cambiate, la crisi ha investito le imprese lecchesi. O arriva qualcuno che ha i soldi e le idee o non situò fare niente".
M.V.
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