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Scritto Sabato 23 marzo 2019 alle 23:26

Civate: una reliquia di Don Gnocchi donata alla Fondazione Casa del Cieco

Nella giornata di oggi, sabato 23 marzo, la Fondazione Don Gnocchi Onlus ha donato una reliquia del Beato (un frammento di falange incastonato nella base di una statuetta) alla Fondazione Casa del Cieco Monsignor Edoardo Gilardi Onlus di Civate, in segno della grande amicizia che legava il beato e Monsignor Gilardi. Fu proprio quest’ultimo, infatti, a prendere in mano la conduzione della Pro Juventute alla morte di Don Gnocchi, cappellano militare degli alpini durante la Seconda guerra mondiale che, a seguito della tragica esperienza della guerra, si adoperò proprio ad alleviare le piaghe di sofferenza e di miseria create da quest'ultima.

La cerimonia, organizzata con la collaborazione dalla Parrocchia dei Santi Vito e Modesto e dall’Associazione Nazionale Alpini, ha preso il via poco dopo le 16.30, quando decine di cittadini civatesi si sono ritrovati nel piazzale antistante l’ex-Pub Chevrolet di via Monsignor Gilardi in attesa del resto sacro, unitamente al Vicesindaco Reggente Angelo Isella, all’Assessore Simone Scola, a Maria Agostoni, presidente della “Casa del cieco” nel cui complesso San Calocero rientra, e ai volontari della Polizia locale e della Protezione Civile.
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Alle ore 17 la folla ha dunque accolto la reliquia di Don Gnocchi ed è partita in corteo, preceduta dalla Fanfara dei Bersaglieri, dagli Alpini della Sezione di Civate e della Sezione di Lecco, che hanno portato la reliquia sino in piazza San Calocero per poi consegnarla al Vicario Episcopale di Lecco Monsignor Maurizio Rolla.

A celebrare la Santa Messa nella chiesa romanica di San Calocero, oltre a Rolla, il Presidente della Fondazione Don Gnocchi, Don Vincenzo Barbante, il parroco di Civate Don Gianni De Micheli e Don Erminio Scorta, cappellano della Casa del Cieco. Nel corso della funzione, durante la quale ha cantato la Corale di San Pietro al Monte, proprio Don Gianni ha voluto ricordare l’infinità bontà di Don Gnocchi – “Il papà dei mutilatini di guerra” – e il suo estremo altruismo. “In questa giornata importante per la comunità parrocchiale di Civate, non possiamo non desiderare che questo spazio diventi un punto di riferimento e di incontro per tutti i fedeli. È inevitabile – ha proseguito - ripensare alla santità di Don Carlo Gnocchi, che si è dato da fare per la sua “baracca”, per la sua casa, per la sua associazione dedicata ai piccoli e agli umili. Oggi noi ci auguriamo che il Beato, proprio con la sua santità, con la sua mano – di cui abbiamo un resto importante – possa “toccarci”, risvegliando in noi un senso di fratellanza a lui ben noto, la voglia di fare del bene e, naturalmente, un grande amore per Gesù, che sempre deve accompagnarci”.

La statuetta, alta 18 centimetri è stata dunque inserita in una nicchia della Cappella della Passione della Chiesa di San Calocero, affinché sia sempre visibile ai visitatori e ai devoti, che potranno pregare il “loro” Beato Don Carlo Gnocchi.
M.C.
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