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Scritto Lunedì 25 marzo 2019 alle 16:54

Medici di base: nel lecchese mancano 10 'titolari', 20 pensionamenti in un triennio

Con delibera 165 dell'11 marzo 2019 l'ATS Brianza ha pubblicato la rilevazione degli ambiti territoriali che sono carenti di medici di base, pediatri e guardia medica. Numeri che vengono stabiliti dalla DGR IX/2382 e che per quanto riguarda i medici condotti parla di un professionista ogni 1300 abitanti o frazione superiore a 650 come rapporto ottimale mentre per la continuità assistenziale il rapporto si alza a un medico ogni 6500 residenti.
Per l'ATS Brianza gli ambiti carenti nei tre settori individuati sono 37 (36 di base e un pediatra di famiglia) su un totale di 867 già in servizio (per la sola provincia di Lecco il numero preciso è 251).
Per il lecchese abbiamo due ambiti da coprire nell'Alto Lario e in Valvarrone con vincolo di apertura a Esino Lario e nei comuni di Introzzo/Sueglio/Tremenico/Vestreno. Uno a Merate città, due tra Airuno/Brivio/Calco/La Valletta/Olgiate/Santa Maria con vincolo di apertura ad Airuno/Olgiate e a Calco/Olgiate.
Per il casatese abbiamo un posto da coprire con vincolo a Missaglia; per l'oggionese un posto tra Bosisio/Cesana/Suello/Rogeno, un ambito nella valle San Martino con obbligo di apertura a Carenno e infine due posizioni a Lecco città.
Una sola la posizione aperta per quanto riguarda il pediatra di famiglia nell'area Monza-Villasanta con vincolo di copertura nel comune di Monza, circoscrizione Cederna.
Più complessa la ripartizione per quanto riguarda gli incarichi di continuità assistenziale. La regione, infatti, prevede che il calcolo per il fabbisogno venga fatto a ore settimanali.
In totale la delibera "mette a bando" 5232 ore di copertura di guardia medica che divise per 24 ore per ciascun medico da spalmare nell'arco della settimana, fanno 218 posizioni aperte su un fabbisogno generale di 241. In pratica i medici di ruolo per la continuità assistenziale al momento nell'ATS Brianza sono solo 24.
Le cessazioni per pensionamento previste (70 anni è limite massimo per i medici) quest'anno a Lecco sono due; nel 2020 cinque e 13 nel 2021. Numero molto bassi rispetto alle stime nazionali circolate in questi giorni che mostrano una copertura eccellente nel lecchese.

Sul tema, proprio quest'oggi, la Giunta regionale ha approvato, su proposta dell'assessore al Welfare, Giulio Gallera, gli indirizzi organizzativi e didattici per la progettazione e l'attuazione del corso di formazione in Medicina Generale per il triennio 2019/2021, compreso il reclutamento dei coordinatori che dovranno avere caratteristiche specifiche ben definite.
"Fra le novità più importanti previste dal provvedimento - spiega Gallera - figura l'aumento del numero dei tirocinanti che passa da 136 a 388. Si tratta di un incremento molto significativo, a fronte di un progressivo pensionamento dei medici che operano sul territorio, che si pone l'obiettivo di garantire ai cittadini una continuità assistenziale adeguata e di qualità".
La riorganizzazione dei corsi di formazione prevede una stretta collaborazione fra la Direzione Welfare della Regione Lombardia, le ATS e le ASST, la Federazione regionale degli Ordini dei medici e degli odontoiatri. "Il nuovo modello organizzativo dei corsi di formazione - aggiunge l'assessore - affronta una fase di cambiamento radicale del sistema di welfare e, per questo, prevede un focus particolare sull'evoluzione del sistema socio sanitario regionale in termini di 'presa in carico' del paziente cronico con i piani di assistenza individuali. La classe medica che andremo a istruire sarà quindi ben preparata ad affrontare le nuove sfide che i mutamenti epidemiologici rendono più che mai attuali". Per la realizzazione dei corsi e per l'attivazione delle borse di studio necessarie, Regione Lombardia mette a disposizione, nel triennio, una cifra complessiva di 19 milioni di euro.
Oltre alla formazione triennale, le azioni che Regione Lombardia sta mettendo in campo insieme alle Agenzie per la Tutela della Salute, al fine di evitare disagi alla popolazione e interruzione di assistenza, sono molteplici:
- in caso di cessazione o pensionamento del medico, sempre che nell'ambito territoriale non vi siano già sufficienti posti disponibili, garanzia nell'immediato di continuità dell'assistenza con la nomina di un medico sostituto temporaneo, in attesa del titolare; inoltre, in situazioni di particolare necessità e sempre in accordo con le Amministrazioni Comunali, nomina di un medico sostituto temporaneo anche se all'interno dell'ambito vi sono già posti disponibili;
- rilevazione degli ambiti carenti in base al rapporto 'ottimale' di un medico ogni 1300 residenti, di età superiore ai 6 anni;
- all'atto della rilevazione degli ambiti carenti, possibilità di indicazione dell'obbligatorietà dell'apertura di un ambulatorio da parte del nuovo medico in uno specifico comune, qualora necessario;
- ampliamento del massimale di scelte da 1500 a 1800 pazienti, qualora nell'ambito territoriale vi siano pazienti senza assistenza sanitaria.

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