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Scritto Mercoledì 27 marzo 2019 alle 10:30

In viaggio a tempo indeterminato/69: a casa del Dalai Lama

"Almeno una volta l'anno, vai in un posto dove non sei mai stato prima."
(Dalai Lama)


Ecco, questa frase noi l'abbiamo presa proprio alla lettera. Anzi forse abbiamo un pochino esagerato, tanto che ormai, almeno una volta a settimana, andiamo in un posto dove non siamo mai stati. Così, dopo il tempio dei topi e quello d'oro, eccoci arrivati in un altro luogo sacro che ci ha portato proprio a "casa" dell'autore della frase. Il Dalai Lama, la guida spirituale del Tibet, vive infatti in esilio tra i monti dell'India da quasi 60 anni.

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Dopo ore e ore seduti su sedili durissimi, risalendo stradine decisamente non adatte a degli autobus, arriviamo a McLeod Ganj. Abbiamo viaggiato a lungo, è vero, ma non così a lungo da essere arrivati addirittura in Tibet. E, invece, l'impressione che abbiamo appena scesi dall'autobus è proprio quella. Monaci tibetani con le tuniche porpora e le teste rasate camminano in gruppo nelle uniche due viette del paesino.

I banchetti a lato strada vendono sciarpe, cappelli e calze di lana e tra una stoffa colorata e l'altra sedute su degli sgabelli, ci sono delle signore intente a fare la maglia. I lineamenti delle persone sono decisamente cambiati e gli occhi hanno un taglio più allungato. E più continuiamo a camminare, meno ci sembra di essere in India. Un piccolo tempio colorato fa da "spartitraffico". Sul muro esterno notiamo quei cilindri dorati che si vedono nei film sul Tibet... Quanto sono affascinanti! Restiamo ad osservare i fedeli che li fanno ruotare in senso orario, una volta terminate le preghiere. Ogni cilindro conterrebbe dei pensieri positivi che con quel movimento verrebbero sparsi nel mondo... Ma dove siamo finiti?

Arriviamo alla pensione dove dormiamo. Siamo fortunati perché c'è l'acqua calda e una vista sulla vallata da togliere il fiato. Lasciamo gli zaini e ci fiondiamo immediatamente fuori. Quello che abbiamo visto nel pezzetto di strada dalla stazione degli autobus ci ha affascinato talmente tanto che non vogliamo perdere tempo. Così, dopo qualche salita, passando tra altre bancarelle di tessuti e braccialetti, arriviamo in un grande complesso. Da fuori, se non fosse per le colorate bandierine tibetane, quell'edificio passerebbe quasi inosservato. Invece è proprio lì che vive lui, il Dalai Lama. In una casa con davanti un grande cortile dove alcuni studenti monaci se ne stanno seduti a chiacchierare al sole. Ci sono anche un piccolo museo e una libreria. Ma è solo salendo le scale che si arriva al tempio tibetano, il più grande fuori dal Tibet. Contiene una grande statua dorata del Buddha e in una piccola stanzetta sono accese centinaia di lampade a olio.

I fedeli recitano le loro preghiere sdraiandosi proni, quasi scivolando, su delle tavole di legno. Poi si rialzano e ripetono il gesto varie volte, mentre tra le mani tengono una specie di rosario. E nella sala vicino al tempio, durante alcuni periodi dell'anno, il Dalai Lama tiene delle lezioni aperte a tutti. Quando l'abbiamo scoperto, ci siamo "mangiati le mani". Le lezioni si erano tenute la settimana prima del nostro arrivo... Eravamo arrivati in ritardo! Per consolarci da questa notizia, decidiamo di andare a scoprire cosa offra questa "piccola Tibet" dal punto di vista culinario. I curry e i chapati sembrano essere in netta minoranza. La maggior parte dei ristoranti qui sul menù ha dei piatti ben diversi da quelli a cui ci eravamo abituati nel resto dell'India. Prima di tutto ci sono i momo. All'apparenza dei ravioli di verdure cotti al vapore, in realtà una vera e propria droga. Vanno bene sempre: per colazione, per pranzo, per merenda, per cena... Una porzione con 8 di questi ravioli della felicità , costa solo 0,50€! Impossibile non innamorarsene. Ma un'altra scintilla è scattata, inaspettatamente, anche verso le zuppe.

Perchè si può essere felici anche per una zuppa di noodles e verdure, quando fuori ci sono 2 gradi e l'unico riscaldamento che ti aspetta in camera è una bottiglia di acqua calda da mettere sotto le coperte.

"Scegliamo di essere ottimisti, ci si sente meglio"
(Dalai Lama)  


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