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Scritto Mercoledì 03 aprile 2019 alle 08:40

In viaggio a tempo indeterminato/70: tra i fumi delle sorgenti termali e non solo...

"Il problema qui è che non c'è un problema!".
Non facciamo in tempo ad attraversare il ponte che passa su quel fiume limpido che il primo cittadino (nel senso che è il primo che incontriamo!) di Manikaran ci accoglie con quella frase.
Ha lo sguardo un po' perso nel vuoto, ma tra la stanchezza per le 12 ore di pullman e la pioggia che è iniziata a scendere, quasi non ci facciamo caso.
Ci incamminiamo per l'unica via del paese.
A destra e a sinistra montagne altissime dalle cime innevate.

VIDEO  


Si è fatta sera, così troviamo una piccola pensione dove dormire.
La stanza è molto spartana ma per qualche giorno farà al caso nostro.
"Costa 400 rupie (5€), adesso. Qualche giorno fa 300 (3,50€)."
Ci dice sorridendo la proprietaria.
"Possiamo fare 300 rupie?"
"Ok!"
Che belle queste contrattazioni veloci e divertenti!
Un cartello all'ingresso della pensione dice: "acqua calda naturale nel bagno" e per fortuna, dato che ci sono pochi gradi fuori.
Ci infiliamo sotto 3 strati di coperte e ci addormentiamo in fretta.

La mattina dopo siamo pronti e carichi per esplorare Manikaran, questo piccolo paesino della Parvati Valley.
Siamo nel nord dell'India ai piedi della catena dell'Himalaya.
Facciamo subito colazione in un piccolo "baretto" con del chai (tè indiano speziato) e una parantha (una specie di focaccia piatta ripiena di patate e ovviamente spezie).
Al tavolo con noi 3 signori sulla settantina ci osservano e sorridono. Anche il loro sguardo sembra essere un po' perso ma sono le 8 del mattino e non ci facciamo molto caso.
Con la pancia piena decidiamo di incamminarci verso delle strane nuvole di fumo che sembrano provenire dal fiume.

Percorriamo un centinaio di metri e incontriamo di nuovo il signore che ieri sera ci aveva accolto al nostro arrivo.
"Sapete dove è finita la tristezza? Forse si è nascosta in un angolo laggiù dietro quella casa o forse qui per lei non c'è spazio!"
Ci guarda con lo stesso sguardo stralunato, ride e se ne va per la sua strada.
Dobbiamo ammettere che la cosa un po' ci inquieta, ma siamo troppo curiosi di scoprire Manikaran per farci troppo caso.
E così tra un incontro assurdo e l'altro arriviamo al tempio indù costruito completamente in legno.
Alcuni uomini sono radunati davanti all'entrata. Indossano dei cappelli in feltro piatti e tondi, con una fascia di colori diversi.
Alcuni suonano dei tamburi, altri dei lunghissimi corni che sembrano emettere solo due note.
Continuiamo a camminare ed entriamo nel tempio Sikh.
Scendiamo le scale e la temperatura inizia a salire.
Più attraversiamo il corridoio di marmo bianco, più fa caldo.
Alla fine sbuchiamo su un ponte e alla nostra destra vediamo un'enorme piscina di acqua calda.

Il fume che sale direttamente dal fiume toglie ogni dubbio.
Qui a Manikaran ci sono delle sorgenti naturali di acqua calda.
L'acqua è talmente bollente che in alcune vasche le persone del villaggio mettono a cuocere le patate.
Non perdiamo tempo e decidiamo di buttarci anche noi nelle piscine per i bagnanti.
Le vasche per gli uomini sono separate da quelle donne, così io e Paolo ci dividiamo.
Mentre lui se ne sta all'aperto, io entro in una specie di stanza con le pareti di roccia.
Mi immergo lentamente nell'acqua che sembra bruciare per quanto è calda.
La temperatura è di quasi 60 gradi e fuori ce ne saranno 5.
L'acqua non ha quella spiacevole puzza di zolfo, così le persone vengono qui per lavarsi e pulire i vestiti facendo molta attenzione a non far entrare nemmeno un po' di sapone nelle piscine.
Quest'acqua secondo molti avrebbe delle proprietà curative e farebbe scomparire problemi alla pelle o reumatismi.
Non sappiamo se sia realmente così, di certo una volta usciti ci siamo sentiti rigenerati e rilassati.
Ma soprattutto ci siamo riscaldati per bene!
Terminati questi "bagni miracolosi" continuiamo la nostra passeggiata che in realtà dura pochissimo perché Manikaran non è altro che un'unica via.
La nostra attenzione viene attirata dai tamburi, dai corni e da dei canti.
Provengono dalla piazza principale e neanche il tempo di avvicinarci che notiamo delle donne, avvolte in vestiti rossi, ballare in cerchio davanti a delle portantine con statue delle divinità.

Siamo davvero fortunati perché a Manikaran è iniziato il "fagli".
Una festa che si svolge una volta all'anno solo nelle tribù che abitano questa vallata.
Percorriamo l'ultimo pezzetto di strada che ci separa dalla piazza e dalla festa ed eccolo, di nuovo lui.
Mr "sguardo stralunato" cammina verso di noi impugnando un coltello.
"Ragazzi, dovete spostarvi dalla strada perché io posso camminare solo dritto!"
Vede le nostre facce stupite e spaventate per la frase e per il coltello, così si mette a ridere e specifica "ah, scusate per questo, devo andare a tagliare un po' di erba sennò come faccio a fumarmela?!?"  

Le nostre avventure indiane continuano ogni giorno sulla pagina Facebook- Beyond The Trip , su Instagram e ogni settimana qui su LeccoOnline
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