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Scritto Venerdì 12 aprile 2019 alle 12:30

Lecco: linee guida a Silea per i prossimi tre anni, discussione 'tesa' in Commissione

Clima teso ieri sera a Palazzo Bovara, come spesso capita quando all’ordine del giorno c’è Silea. A far discutere durante i lavori della commissione consiliare quinta le linee di indirizzo che il Comune di Lecco - socio di maggioranza relativa della partecipata - dovrebbe dettare insieme agli altri Comuni alla società che si occupa della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti in provincia, in occasione dell’assemblea dei soci che si terrà martedì 16 aprile. “Questo è un atto di indirizzo formulato dal Comitato ristretto di Silea e rivolto all’Assemblea, ma questo non vuol dire che il documento passi poi al vaglio del Consiglio comunale” ha precisato la presidente Dem della commissione Elena Villa.
Subito questa premessa ha suscitato la protesta di diverse compagini dell’opposizione: “La commissione ha un ruolo istituzionale, se quello che noi discutiamo poi non passa in Aula a cosa serve discuterne?” si è chiesto Alberto Anghileri dalla Sinistra. “Che sia verbalizzato che quella che dovrebbe essere la funzione di indirizzo del Consiglio comunale diventa una mera presa d’atto di una decisione già presa - ha aggiunto Massimo Riva (M5s) -. Non è rispettoso di quelle che sono le prerogative del controllo analogo e delle funzioni di un Consiglio nei confronti di una società partecipata. Il comitato ristretto è composto da dieci sindaci e il suo ruolo dovrebbe essere quello di fare delle proposte ai consiglieri comunali e non di farci fare i "notai". Il nostro primo cittadino all’Assemblea non avrà né il mandato consiliare né quello della commissione”. Molto critico anche il forzista Emilio Minuzzo: “Evidentemente gli emendamenti saranno oggetto di un dibattito interessante ma non saranno considerati, non andranno ad incidere realisticamente, non possiamo fare altro che prendere atto di questo indirizzo”.

Senza che questo formale ma importante nodo sia stato sciolto, l’assessore all’Ambiente Alessio Dossi ha illustrato i vari punti del documento licenziato dal Comitato ristretto: “Ho valutato questo atto d'indirizzo come un passo in avanti nei contenuti e in termini di presa di coscienza; credo che il risultato sia visibile e positivo rispetto all’obiettivo di gestire i nostri rifiuti nella maniera più corretta possibile. In questo percorso si inserisce una novità importante: il ruolo di Arera - Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente - che può contribuire alla strutturazione della tariffa e ai servizi in modo più comparabile tra i territori”.
Alessio Dossi
Tra i temi affrontati nel documento esposti in aula da Dossi c’è in primo luogo quello della Tariffazione puntuale: il nuovo metodo di raccolta dei rifiuti e calcolo dei costi viene indicato come uno strumento che può “determinare un incremento della differenziata ed una riduzione nella produzione pro-capite, quale nuovo importante indicatore di sostenibilità ambientale”.
Per questo l’Assemblea chiede a Silea di verificare la possibilità di assumere in tutto o in parte gli investimenti necessari per implementare la Tarip e pone l’obiettivo di attivare la raccolta prima e la tariffazione puntuale poi tra almeno il 50 per cento degli abitanti dei Comuni soci entro la fine del 2021: “L’auspicio è quello di fare ancora meglio ma questo è il risultato realistico” ha commentato l’assessore.
Sempre nel capitolo che riguarda “l’aumento della differenziata e la riduzione della produzione dei rifiuti pro-capite secondo il principio della gerarchia sancito dalla Ue” i sindaci si augurano che Silea assieme ai Comuni soci e “attraverso le associazioni di categoria che rappresentano a livello nazionale gli enti locali (ANCI) da un lato e i soggetti gestori dei rifiuti dall’altro possano portare le istanze del territorio volte a sostenere politiche di riduzione della produzione dei rifiuti e politiche di investimento per lo sviluppo di nuovi processi tecnologici di riciclo e di realizzazione di nuovi impianti”.
Ancora in questo “titolo” rientrano gli indirizzi riguardanti il servizio di igiene urbana, per i quali si chiederà a Silea di "mantenere un alto livello di controllo e vigilanza sulle attività affidate a terzi”. Diverse le indicazioni che riguardano la dotazione della partecipata: l’avvio del nuovo impianto di trattamento per i rifiuti vegetali nell’area del meratese, il revamping di quello di Annone per abilitarlo alla produzione del bio-metano e il completamento del revamping di quello di selezione di Seruso. Rispetto all’impianto decisivo, l’inceneritore di Valmadrera, “la proposta è quella di andare nella direzione della sua riconversione entro la scadenza dell’attuale AIA nel 2032. Si tratta di portare avanti un ragionamento - ha detto Dossi -, in un processo che va gestito e di cui bisogna prendere consapevolezza”.

Massimo Riva
Il primo degli “emendamenti” - in realtà solo idee di cui non è affatto scontato che qualcuno si faccia portavoce nell’assemblea dei soci - è stato presentato dal gruppo consigliare del Pd, che ha proposto di aggiungere una macro-area al documento che prevede la creazione di un “gruppo di lavoro permanente di innovazione e sviluppo, che porti nella società nuove visioni e prospettive che siano al passo con le nuove tecnologie e svolgano una funzione di sintesi nei confronti dei cittadini” ha spiegato Stefano Citterio.
Ma i suggerimenti più consistenti li ha messi sul tavolo Massimo Riva. Rispetto all’introduzione della tariffazione puntuale il consigliere 5 stelle vorrebbe che si precisasse che, proprio alla luce dell’importanza che riveste questa nuova modalità di raccolta dei rifiuti, bisognerebbe prevedere dei vincoli precisi, come quello di specificare che la produzione pro-capite di urbani indifferenziati debba scendere al di sotto dei 100 chilogrammi/annui per abitante nell’arco del triennio con il fine “a tendere” di 50, supportando questo processo con incentivi economici; secondo Riva poi andrebbe esplicitato che dovrà essere Silea a programmare e a farsi carico dell’implementazione necessaria a sviluppare la nuova tecnica; come andrebbe potenziato l’obiettivo: non il 50, ma il 75 per cento dei cittadini dei Comuni soci dovranno essere coinvolti, secondo la visione 5 stelle, entro il 2021.
Rispetto ad altri aspetti strategici, molto chiara la linea proposta da Riva: “La dismissione del forno va programmata. Si auspica che i Soci - e non Silea stessa - possano farsi parte attiva nel processo di razionalizzazione degli impianti rispetto al quale è importante che la Spa sia pronta a collocarsi. Se la volontà del territorio è quella di spegnere il forno, si metta nero su bianco che Lecco dismetterà quell’impianto allo scadere dell’AIA”. Nella stessa direzione va la richiesta di precisare che alla luce del fatto che il consorzio Conai ha deciso di aumentare i corrispettivi, quello che incasserà Silea dovrà andare a finanziare politiche di riduzione dei rifiuti e di aumento della raccolta differenziata.
Un’altra importante proposta avanzata da Riva riguarda i servizi di igiene urbana: “Stiamo subendo il fatto che non ne siamo gestori diretti. La società deve poter svolgere in casa propria anche la raccolta e lo spazzamento strade, altrimenti non abbiamo la possibilità di incidere. Gli investimenti nel forno dovranno cessare, ad eccezione di quelli per la riduzione dell’inquinamento, ed essere dirottati per implementare internamente questi servizi. Io auspico che non ci sia solo Silea in questo processo ma anche i Comuni, artefici delle linee di indirizzo che la società deve limitarsi a recepire: siamo noi a comandare Silea e non viceversa”.
M.V.
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