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Scritto Venerdì 12 aprile 2019 alle 16:03

Scuola: a settembre Rossino non riapre, 2 le alternative oltre al 'Polo' purchè diffuso

Continuano gli incontri per organizzare lo spostamento in altra sede, dal prossimo settembre, dei bambini di quarta e quinta elementare iscritti a Rossino. L’ultimo si è svolto nel tardo pomeriggio di mercoledì, con l’intento di ritrovarsi tra una decina di giorni per vedere di dare concretezza ad una delle possibilità sul tavolo, senza preclusioni ma mettendo sul piatto i pro e i contro di quella che sarà, di certo, una “rivoluzione” visto che la frazione alta di Calolziocorte, dopo anni di “battaglie”, dovrà irrimediabilmente dire addio alla sua scuola. A segnare il destino del plesso la mancanza di iscrizioni – non ci sono i numeri per far partire una nuova prima – nonché questioni legate alla sicurezza. “Non si tratta di problemi statici - rassicura il consigliere delegato Fabio Mastroberardino – quanto invece di problemi dal punto di vista della struttura per il dimensionamento della stessa e altri aspetti tecnici”. Se la chiusura, dunque, ora è data per certa, si sta cercando la quadra per riposizionare i 22 bambini che, a settembre, saranno in quarta e in quinta.

Il plesso di Rossino

Le due classi – questo è certo – non saranno né smembrate né accorpate ad altri gruppi preesistenti: i bambini continueranno insieme il loro percorso didattico, molto probabilmente con gli insegnanti che in questi anni hanno già avuto a Rossino con maestre dunque orientate ad un approccio che strizza l’occhio alla scuola montessoriana. “Attraverso la mobilità interna potranno chiedere di essere applicate nella scuola dove saranno spostati gli alunni” ha confermato l’esponente della maggioranza. Ma quale sarà la destinazione degli ex studenti di Rossino? “La prima proposta è il Pascolo: lo spazio c’è e già esiste una linea bus di collegamento. Si sta ragionando anche su Monte Marenzo: anche lì lo spazio ci sarebbe e si manterrebbe la caratteristica di una scuola collinare, rispetto a una scuola cittadina. Manca però il servizio di trasporto e introdurlo non è così semplice né economico” ha detto Mastroberardino, assicurando come il confronto con i genitori ad oggi sia ancora del tutto aperto.



Il consigliere Fabio Mastroberardino

E nel ragionamento si inserisce anche la proposta per la creazione di un “Polo collinare” rilanciata nei giorni scorsi dal sindaco di Carenno Luca Pigazzini, sollecitando una presa di posizione dei Comuni dirimpettai, in balia del calo demografico e dunque con plessi sempre più vuoti con tutte le problematiche che ne conseguono per la formazione delle classi. “Siamo disponibili ad aprire una discussione” ha fatto sapere il delegato calolziese. “Non si può però partire dicendo “c’è la mia scuola disponibile, venite qui” come sembrerebbe voler fare Carenno, anche perché diversi dei bambini coinvolti sono calolziesi. Io sono favorevole al “Polo collinare” ma ragionando sul mettere l’infanzia da una parte, la primaria da un’altra e le medie da un’altra ancora”. Un “Polo” diffuso, dunque, quello proposto da Mastroberardino più che un polo fisico, in un’unica sede. Una proposta in questo senso potrebbe essere lasciare la secondaria a Carenno, concentrare l’infanzia a Lorentino e radunare i bambini delle elementari a Rossino, con il comune di Calolzio pronto a investire nell’adeguamento dell’immobile. Solo così il plesso di piazza Antonio Milesi potrebbe “rinascere”, dopo una morte ad oggi data come certa.
A.M.
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