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Scritto Venerdì 12 aprile 2019 alle 18:56

Lecco: dieci progetti per restituire all'oggi ex edifici industriali che hanno segnato la storia della città

Si aspettavano di metter mano a chiese o edifici di pregio. Si sono ritrovati a analizzare "ruderi" che trasudano però della storia propria della nostra città, una storia fatta di ferro e lavoro, lavoro e ferro. Se all'inizio gli studenti dei corsi di Restauro e Conservation (quest'ultimo dedicato agli alunni internazionali) del Polo locale del Politecnico di Milano hanno storto il naso, non appena hanno avuto la possibilità di entrare negli ambienti selezionati per progetto proposto loro dalla professoressa Elisabetta Rosina e dall'architetto Alessia Silvetti, se ne sono innamorati, finendo così per approfondire l'essenza stessa di Lecco e dei lecchesi.

Alessia Silvetti, Chiara Bonaiti, Barbara Cattaneo e Elisabetta Rosina

Il frutto del loro studio - condotto anche direttamente sul campo, come confermato all'allievo Marco Stellato, a nome di tutti i 150 compagni coinvolti - è ora in mostra al primo piano del Palazzo Municipale: 10 i progetti esposti, aventi quale filo comune il recupero e la valorizzazione di immobili parte del patrimonio di archeologia industriale della città, prevalentemente lungo la Valle del Gerenzone, luogo simbolo della tradizione manifatturiera e metallurgica del nostro territorio. Gli studenti si sono concentrati in particolare sugli edifici ex Faini (nei pressi di San Nicolò) e quelli di proprietà Manzoni e Baruffaldi, nella zona di Laorca e Rancio, tutti di proprietà privata. Gli elaborati prodotti presentano ipotesi di rifunzionalizzazione dei fabbricati e propongono l'insediamento di laboratori artigianali, centri ricreativi, un parco urbano, palestre, zone di aggregazione, cinema all'aperto, un museo, un hub della montagna e l'università della Terza Età.

Insomma, spunti, realmente calati sulle esigenze di Lecco e sulla quotidianità dei rioni sede degli edifici presi in esame, come asserito da Stellato, affiancato da una compagna originaria della Macedonia. Il bello di un'esperienza come quella regalata dal Politecnico ai suoi corsisti, anche attraverso uno specifico workshop a tema di livello internazionale, è rappresentato infatti anche dall'aver messo allo stesso tavolo "culture, appartenenze e idee diverse ma con un interesse comune" ovvero "vedere questi spazi come un volano economico senza tradire però la loro natura" come rimarcato dalla professoressa Rosina. La resilienza, insomma, per dirla in una parola.

"L'esposizione è merito degli studenti" ha riconosciuto l'architetto Silvetti. "Noi diamo solo input" ha aggiunto partendo dalla domanda di fondo "perché conservare?" per poi ricordare come le tavole in mostra ripercorrono le tappe compiute dai ragazzi, arrivando a comprendere il valore intrinseco delle aree analizzate, necessario per capire come mantenerle dando però qualcosa in più alla città, in uno scambio reciproco Politecnico-Lecco, come aggiunto dallo studente portavoce delle classi protagoniste di un'iniziativa che, come ricordato dalla dottoressa Barbara Cattaneo anche a nome dell'assessore Simona Piazza, non presente per un contrattempo, si inserisce come ulteriore momento di approfondimento su un tema caro al Sistema Museale come lo è appunto il patrimonio industriale, definito dall'esperta come una nostra "specificità". "Una ricchezza purtroppo molto negletta" ha evidenziato elevando ad esempio "il povero capannone neogotico chiamato erroneamente Broletto" ridotto ormai ad una carcassa in un tessuto fortemente urbanizzato. Il tutto, poi, in un'ulteriore cornice rappresentata dalla mostra su Giuseppe Riccardo Badoni ospitata al Politecnico e in quella sull'industria metallurgica oggi allestita invece in Torre Viscontea con gli scatti della giovane fotografa Lucrezia Roda.

"Tutela e valorizzazione degli ex edifici industriali lungo il torrente Gerenzone" rimarrà visibile fino al 18 maggio (da lunedì a venerdì 8.30 - 17.30, sabato 8.30 - 11:00. Ingresso libero) dopo di che il Rotary Club Manzoni, partner del progetto, si farà carico della realizzazione di una pubblicazione sul "duro lavoro compiuto dagli studenti" come annunciato da Chiara Bonaiti, a nome anche del Presidente Stefano Artese.
Nella speranza che qualche spunto progettuale poi possa trovare anche concretezza, come auspicato dall'assessore al Bilancio Lorenzo Goretti che in riferimento lo stato in cui versano gli ex immobili industriali ha commentato "si capisce che Lecco ha lavorato, lavorato, lavorato senza conservare", aggiungendo altresì con il pragmatismo dell'imprenditore come bisognerebbe trovare "il sistema non dico per agevolare ma quantomeno per non dar fastidio" a chi, investendo, vorrebbe mettervi mano. Una saggia chiosa per l'informale cerimonia di apertura dell'esposizione.
A.M.
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