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Scritto Venerdì 12 aprile 2019 alle 19:18

Rogatoria internazionale per sentire un egiziano vittima di un furto a Lecco

Dalla Procura di Lecco ai Tribunali sulle rive Nilo: sarà questo il tragitto "virtuale" che farà il fascicolo di Faridi Morad, ventottenne di origini marocchine accusato del furto di un cellulare.
La vicenda giudiziaria, che ha avuto origine nel sottopassaggio della stazione ferroviaria di Lecco, infatti, necessita di ulteriori chiarimenti: per questo il giudice monocratico Enrico Manzi ha disposto l'esame della persona offesa, un egiziano ormai rientrato al proprio paese di origine.
Secondo l'impianto accusatorio il giovane marocchino -oggi difeso dall'avvocato Marcello Perillo- nella notte fra il 29 e il 30 marzo 2014 avrebbe chiesto al nordafricano una sigaretta, poi 5 euro, infine brandendo una bottiglia gli avrebbe intimato di consegnargli il telefono cellulare.
L'uomo aveva provveduto all'epoca ad esporre denuncia presso i Carabinieri, ma ora che sarebbe necessario risentirlo in aula, si troverebbe nel paese natio in quanto gli sarebbe scaduto il permesso di soggiorno in Italia.
Così per aggirare l'intoppo processuale il giudice Manzi ha disposto una rogatoria internazionale: l'egiziano sarà escusso dalle autorità nazionali competenti, che quindi invieranno gli atti al nostro Palazzo di Giustizia.
In attesa di notizie dall'Egitto, la prossima udienza è stata fissata per il prossimo 25 ottobre.

F.F.
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