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Scritto Sabato 13 aprile 2019 alle 12:12

Calolzio: presidio contro le 'zone rosse' per i migranti. In piazza anche un'intera classe del Rota. 'Non ci sentiamo minacciati'

Senza nulla togliere agli altri partecipanti, dal senatore al "semplice cittadino" che in una grigia mattinata primaverile ha scelto di scendere in piazza, il vero faro del presidio di protesta contro il regolamento approvato lunedì dal consiglio comunale di Calolzio per istituire "zone rosse" all'interno delle quali vietare la possibilità di aprire strutture di accoglienza per richiedenti asilo, è stato rappresentato, seppur in sordina rispetto ai discorsi ufficiali, dai ragazzi della 4^D dell'Istituto Rota.

I ragazzi della 4^D Liceo scientifico tradizionale dell'istituto Rota

Di loro iniziativa, senza alcuna sollecitazione esterna, l'intera classe di liceali ha quest'oggi deciso infatti che la verifica di latino poteva aspettare. Dalle 10 alle 12 era più importante essere dinnanzi al municipio piuttosto che dietro ai banchi. "La nostra scuola, come le altre del paese, è stata indicata quale "zona rossa". Siamo qui per far sapere che noi non ci sentiamo in alcun modo minacciati dai migranti. E non tolleriamo la scelta di dividere il Comune in aree perché insinua l'idea di una pericolosità che noi condividiamo" hanno spiegato gli studenti, uniti nella loro presa di posizione forte, anticipata alla preside senza venir poi ostacolati nel portare avanti l'idea di aderire al "picchetto", pur dovendo lunedì portare la giustifica per le ore di lezione perse.
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Giovani e determinati, i ragazzi di 4^D si sono così mischiati ai numerosi esponenti della società civile, dei partiti e delle associazioni che questa mattina hanno accolto l'invito lanciato dal gruppo d'opposizione "Cittadini Uniti per Calolziocorte", per dimostrare plasticamente alla maggioranza di centrodestra la contrarietà di una fetta di paese ad un provvedimento bollato come discriminatorio. "Abbiamo deciso di fare questa manifestazione come gruppo consigliare perché riteniamo grave l'approvazione di questa delibera. Non di per sé per la semplice delibera - perché magari è andata oltre le intenzioni di chi l'ha presentata - ma per il rischio, quando si violano determinati principi, di trovarsi poi in situazioni che travalicano i limiti. Anche a suo tempo l'Italia non voleva le leggi razziali ma di leggina in leggina poi siamo arrivati a ciò che conosciamo e ai motivi per i quali da qui a qualche giorno celebriamo il 25 aprile che non è forma di ricordo ma monito per evitare di ripetere questi errori" ha asserito l'ex sindaco Cesare Valsecchi, attuale capogruppo di "Cittadini" sostenuto ai consigliere Sonia Mazzoleni e Paolo Cola.

Sonia Mazzoleni, Gian Mario Fragomeli, Eugenio Comencini, Cesare Valsecchi e Paolo Cola

"L'immagine resa di Calolzio a livello mediatico dopo l'approvazione del regolamento non è corretta. La popolazione e le cooperative che lavorano con i migranti sono sempre state molto attive sul territorio e non ci sono mai stati problemi con gli ospiti perchè si è cercato di fare una vera integrazione che è poi l'obiettivo dichiarato anche dell'attuale sindaco. Proprio per questo non si capisce perché abbia sostenuto un provvedimento che va in senso contrario. Noi chiederemo il ritiro della delibera e, se non succederà, stiamo valutando anche di impugnare il regolamento chiedendo l'annullamento da parte delle autorità competenti".

Dello stesso avviso il parlamentare dem Gian Mario Fragomeli, già intervenuto in Aula sul tema proponendo altresì un'interrogazione al premier Giuseppe Conte e al ministro dell'Interno Matteo Salvini.  Sceso personalmente in piazza - al fianco di altri esponenti del partito, dall'ex onorevole Veronica Tentori al segretario provinciale Marinella Maldini, da Alfredo Marelli al suo predecessore alla testa del PD lecchese Fuasto Crimella, dai consiglieri provinciali Agnese Massaro e Marco Passoni a quelli comunali del capoluogo con anche diversi assessori - ha ricordato come "il divieto d'accesso, da intendersi come possibilità di vivere, in alcune zone è il brutale inizio di una stagione che abbiamo già vissuto" rimarcando dunque "la necessità di agire in modo forte".
Presente a Calolzio anche il senatore Eugenio Comencini. "Non ha senso e valore celebrare il giorno della memoria se poi si adottano provvedimenti come questo" ha dichiarato, ritenendo la decisione presa dall'amministrazione locale come abnorme rispetto alla situazione e giudicando l'atto come un modo per "pisciare sul territorio per segnarlo".

Parole forti, come il volantino - a logo Partito democratico - fatto circolare per mettere a confronto il sindaco calolziese Marco Ghezzi e Nelson Mandela, parlando apertamente di nuova apartheid.
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A.M.
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