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Scritto Sabato 13 aprile 2019 alle 15:02

Il posto del Pd e il Regolamento sui migranti nel cortile ringhioso delle piccole patrie

Paolo Trezzi
Cara Leccoonline,
Non so se il Pd locale e nazionale abbia detto davvero qualcosa definitivamente di sinistra in questa vicenda assurda, pericolosa e ideologica, del Regolamento sui migranti di Calolziocorte. (Questo Paese è così paradossale che potrebbe anche essere)
So che, a differenza di troppi che anche in questa occasione lo criticano, saperli promotori di un presidio di civiltà e testimonianza, come quello indetto per oggi a Calolziocorte, è quanto mi basta. E ci dovrebbe bastare.
E le ragioni mi son parse ineccepibili.
Che sia uno studiato calcolo politico (acquisire consenso in vista delle tornate elettorali) che sia una reale questione di principio, la presenza del Pd è un dovere e una fortuna.
Questo Regolamento sui migranti che crea zone rosse e preventivi bisogni di nulla osta comunali in base all'umore dell'assessore di turno, per affittare la propria casa a secondo dell'etnia, dimostra e chiarisce, ancor prima della concretezza e della probabile incostituzionalità dello stesso, che troppi politici e gli stessi partiti di quella maggioranza, sono l'ultimo asilo dei reazionari di questo Paese, una Vandea tumultuante che odia le diversità, i poveri e non la povertà, e comprime i diritti democratici nel cortile ringhioso delle piccole patrie.
So benissimo che il Pd oggi, a mio parere l'unica forza da cui si può partire per un'opposizione reale e concreta, è anche quel Pd che ha avuto un Ministro come Minniti che sulle migrazioni ha fatto atti e dichiarazioni imbarazzanti e gravi.
Oggi perciò sono doppiamente contento e fiducioso che una forza come il Pd, locale e nazionale, sia e stia proprio in quella stessa piazza dove ci sono uomini e donne, cittadini e cittadine, di buona volontà.
Non è fuori posto. È il suo posto.
È un passo e una presenza doverosa e importante, e spero che tutti noi avremo la lucidità e la generosità di appoggiarlo, in una reciprocità, costringendo l'amministrazione più di destra della Storia a revocare quel Regolamento così umiliante per la città e il territorio e, a livello nazionale costringere il Governo a occuparsi, finalmente, in maniera umana e civile, l'unica maniera possibile, di una questione della democrazia, come lo è il diritto di asilo e le migrazioni, e non solo dei problemi di Cassa di Tria e Salvini e dei problemoni di famiglia di Di Maio e De Battista.
Paolo Trezzi
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