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Scritto Sabato 13 aprile 2019 alle 17:03

Valmadrera: serata con il Presidente Generale del CAI Torti per i 70 anni della Sezione

In occasione del 70° di fondazione della Sezione valmadrerese del Club Alpino Italiano, il Centro Culturale Fatebenefratelli ha ospitato, nella serata di venerdì 12 aprile, il Presidente Generale Vincenzo Torti, invitato alla presentazione di “Non sono un’alpinista”, curato da Gianbattista Magistris e Luciano Riva e dedicato alla triestina Bianca Di Beaco, prima donna con Silvia Metzeltin a essere ammessa nel Club Alpino Accademico Italiano, e “I due fili della mia esistenza” sul professore e alpinista torinese Massimo Mila.

Alberto Benini, Vincenzo Torti, Enrico Pelucchi, Luciano Riva e Gianni Magistris

Sono stati l’Assessore allo Sport Antonio Rusconi e il Presidente del CAI di Valmadrera Gianfranco Rusconi a introdurre al pubblico la serata - moderata da Alberto Benini -  “un omaggio a due figure importanti dell’alpinismo, entrambe esempio per le giovani generazioni e una delle quali (Bianca Di Beaco) particolarmente legata alla città di Valmadrera”. Presenti in sala anche il Vicesindaco Raffaella Brioni e Gianfranco Scotti e Laura Magistris, che hanno letto alcuni brani tratti dai due volumi.
Vincenzo Torti si è congratulato con la Sezione per l’importante traguardo raggiunto quest’anno: “Per un Presidente Generale non c’è cosa più bella che stare con i soci che fanno sì che questo Club prosegua la sua attività. Settant’anni sono tanti e vi invito a riflettere su quanto avete fatto fino ad oggi. Vi ringrazio e vi auguro di ripartire con tanta passione ed entusiasmo”, ha dichiarato.

Affiancato da Enrico Pelucchi, Presidente del COE (Centro Operativo Editoriale), Torti ha illustrato l’idea di dar vita a una collana di scritti dedicata ai personaggi che hanno fatto la storia dell’alpinismo italiano, al fine di far conoscere, soprattutto ai più giovani, personalità più o meno note ma fondamentali della “montagna”. “La prima è stata appunto la Di Beaco, il cui modo di vivere le scalate rispecchia gli ideali del Club Alpino Italiano”. E proprio ricordando Di Beaco, venuta a mancare a 84 anni nel 2018, Gianni Magistris l’ha definita “una vera e propria amica”. Conosciuta in Brenta, dal 2008 contribuiva con i suoi scritti alla realizzazione di “Vertice”, l’annuario del CAI valmadrerese.

“Quell’anno avevamo pensato di scrivere un pezzo sulla tragedia sfiorata nel ’63 all’Aguille Noire du Peuterey. Avevamo tutto il materiale, ma mancavano delle fotografie: chiamai Bianca, che me le fece avere immediatamente, accompagnate da una lunga lettera. Più avanti mi consegnò una serie di suoi racconti, pensieri e riflessioni che, una volta digitalizzati, hanno dato vita al libro, purtroppo pubblicato dopo la sua scomparsa”.

Gianfranco Scotti

Anche Luciano Riva ha infine voluto dedicare un pensiero a Bianca Di Beaco: “Non era solo un’alpinista – ecco il perché del titolo del libro -: lei amava passeggiare, i boschi, senza la “smania” di arrivare in vetta, godendosi quanto la circondava. Credo proprio che sarebbe felice di sapere che i suoi scritti sono diventati un libro: se lo merita”.
M.C.
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