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Scritto Domenica 14 aprile 2019 alle 10:06

Calolzio: i gruppi di maggioranza difendono il regolamento, 'l’apartheid non c'entra nulla'

Riceviamo e pubblichiamo

Marco Bonaiti, Pamela Maggi e Fabio Mastroberardino
Abbiamo scelto di intervenire solo ora perché speravamo il clamore mediatico diminuisse in poche ore e perché nostra era la volontà di ascoltare la vox populi in merito all’argomento.
Di inesattezze a riguardo alla scelta di istituire un regolamento per le strutture che vorranno accogliere i rifugiati se ne sono dette anche fin troppe. Ed è spiacevole constatare che l’informazione possa essere distorta proprio da chi avrebbe invece il compito di rendere edotta la comunità alla quale apparteniamo, perché oggi una visualizzazione ha più valore rispetto alla verità e per creare lo scoop si preferisce scegliere un titolo scandalistico.
I contenuti del regolamento sono stati discussi  più  volte nelle commissioni e nei consigli comunali e se ci si fosse interessati al perché si sia giunti alla necessità di questo documento, come invece ben sanno la maggioranza dei nostri concittadini, la notizia non avrebbe sollevato questo clamore.
14.000 abitanti di cui il 10% è composto da cittadini stranieri. Non si può certo dire il nostro paese sia contrario all'integrazione. Anzi.
Ma integrare non significa non regolamentare e allora ci si è seduti, abbiamo verificato e analizzato la situazione non solo inerente a Calolziocorte ma volgendo lo sguardo anche a ciò che stava accadendo in comuni limitrofi.
Ci è parso giusto segnalare l’esistenza di zone sensibili ove a nostro avviso è meglio evitare l’insediamento di nuovi centri di accoglienza, semmai ce ne fosse la richiesta. E allo stesso modo ci è parso opportuno richiedere venisse formulata una richiesta preventiva per altre zone del nostro paese, dove pretendiamo siano garantiti i requisiti igienico sanitari che comunemente vengono richiesti per le abitazioni ad uso privato soprattutto per difesa e  tutela della dignità dei richiedenti ospitalità.
Noi non neghiamo l’esistenza di problematiche nel nostro Comune. Non lo abbiamo mai fatto quando eravamo seduti all’opposizione. Forse invece altre parti preferiscono dimenticare la situazione in cui si era giunti nell’ultimo periodo della scorsa amministrazione.
Abbiamo promesso alla popolazione che ci ha eletto che avremmo gestito questo  problema anche a livello di prevenzione e lo stiamo facendo. Grazie anche all'ausilio delle forze dell’ordine ora la situazione è sicuramente più monitorata.
Si è scritto il Comune di Calolziocorte vietasse l’accesso a delle zone del paese. Chiunque abbia fatto questa esternazione ci evidenzi il passaggio in cui abbiamo mai detto questa cosa, ma questa è solo una delle tante inesattezze dette per strumentalizzare la delibera di consiglio comunale.
Mai abbiamo esternato polemiche circa i due principali centri di accoglienza oggi esistenti sul nostro territorio, coi quali ci risulta, anzi, una buona collaborazione.
Rigettiamo ogni qualsivoglia accostamento al nostro regolamento con l’apartheid. Riteniamo aberrante infatti nella nostra piazza oggi venisse distribuito un volantino che ci additasse come promulgatori di politiche di segregazione razziale.
Calolziocorte non si meritava questo danno all’immagine innescato forse da chi non tiene davvero al proprio paese e cerca solo un po’ di pubblicità per se’, non riuscendo a rubarci la scena con giuste iniziative.
Il voto dei Calolziesi ci ha dato ragione lo scorso giugno. E noi stiamo solo portando avanti uno dei nostri punti programmatici.
Pertanto il centrodestra calolziese continuerà il suo mandato compatto e vicino al sindaco che abbiamo scelto per rappresentarci.

i tre capogruppi del centro destra cittadino,
Marco Bonaiti (Lega),
Pamela Maggi (Forza Italia),
Fabio Mastroberardino (Fratelli d’Italia)
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