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Scritto Venerdì 19 aprile 2019 alle 16:15

Lecco, passaporto: il Questore risponde a un lettore, ribadendo la procedura ottimale

Gentile redazione,
scrivo questa lettera per segnalare la vergognosa situazione della nostra Questura di Lecco nella gestione delle pratiche di rilascio dei passaporti.
Avevo sentito parlare di lunghe code e attese, forse difficili da evitare quando si gestiscono determinati servizi,  ma l’esperienza di questa mattina mi ha fatto capire che siamo ai limiti della decenza e del rispetto delle persone… una di quelle situazioni in cui viene da chiedersi se viviamo in un Paese Civile!
La L. 1185 del 1967 stabilisce che “Ogni cittadino è libero, salvi gli obblighi di legge, di uscire dal territorio della Repubblica, valendosi di passaporto o di documento equipollente ai sensi delle disposizioni in vigore…” e quindi, ogni cittadino che non abbia commesso reati, ha il diritto di ottenere un passaporto che gli consenta di uscire dal territorio italiano liberamente.
Questa è la teoria, almeno a Lecco.
Circa un mese fa decido di organizzare un viaggio a New York per la prossima estate con i miei bambini. Andiamo a trovare mio fratello che vive là da 5 anni… è da tanto che voglio farlo ma tra il lavoro, la famiglia e il resto è difficile… ma decido che quest’anno ad agosto porterò i miei bimbi a vedere l’America dove vive lo zio!
Vado sul sito della questura per capire come ottenere il passaporto. Mi leggo tutte le istruzioni. Stampo tutti i moduli. Non è semplicissimo (e neanche economico visto che, tra diritti e bolli, le spese vive sono di € 116 cadauno), ma sono una commercialista, abbastanza avvezza alle scartoffie e alla burocrazia, quindi me la cavo abbastanza in fretta. Vedo che si può anche prendere appuntamento on line per la consegna della documentazione. Comodo, visto che dovrò necessariamente portare anche i bambini e che quindi oltre a dovermi assentare dal lavoro dovrò far perdere loro una mattinata di scuola. Vado al link della prenotazione e scopro (è il 20 di marzo) che il primo posto disponibile è a settembre!
Leggo che comunque è possibile andare senza appuntamento in caso di urgenza, con la garanzia di ottenere il rilascio entro 30 giorni… e tra i motivi di urgenza c’è il fatto di avere già un biglietto aereo acquistato.
Per fortuna! Penso… e procedo ad acquistare il mio biglietto aereo. Partiremo il 13 agosto!
Visto che con il biglietto già comprato avrei l’urgenza e che il rilascio del documento è garantito in 30 giorni, decido di preparare tutto con calma e di andare in questura il 18 aprile, dato che in quella data i bambini sono a casa da scuola per le vacanze Pasquali… così non perdono inutilmente un giorno di scuola… L’orario è dalle 8.30 alle 12.30. La mattina, da Olginate c’è sempre traffico, e quindi partiamo prestino. Alle 8.40 siamo là.
C’è un tizio all’ingresso in una specie di portineria. Spiego la mia situazione; mostro il biglietto dell’aereo e la stampa dell’appuntamento.  Il tizio mi dice che non possono ricevermi perché il mio biglietto è per il 13 agosto e quindi sono in anticipo. Faccio notare che però il primo appuntamento disponibile online sarebbe a settembre e che quindi devo poter avere il passaporto prima e il tizio mi dice che devo tornare non prima del 13 luglio! A questo punto, vedendo che ci sono alcune persone già in coda chiedo al tizio se posso comunque mettermi in coda: capisco che ci sono persone che magari devono partire nei prossimi 30 giorni e quindi hanno più urgenza di me, e mi passeranno davanti, ma io non voglio fare le cose all’ultimo momento (rischiando di far saltare il viaggio e di perdere i soldi – non pochi per un volo per tre persone a NY – che ho già investito)… ormai ho già compilato tutti i moduli, pagato i bollettini, acquistato le marche e fatto le foto… considerato che oggi ho tempo e che sono già qui con i bambini, sono disponibile a mettermi in coda alle urgenze “più urgenti” e ad aspettare anche qualche ora, anche fino alle 12.30…
Ma quel punto il tizio mi dice chiaramente che non posso rimanere perché prendono solo 15 urgenze e che per questa mattinata sono già a 15. Poi mi guarda e con un irritante sorrisetto mi dice “guardi che la gente arriva prestissimo per mettersi in coda e quindi se vuole essere tra i primi 15 quando viene a luglio Le consiglio di essere qui alle 6.00 massimo 6.30!”. Faccio presente che l’ufficio apre alle 8.30 e che ho con me due bambini… ma il tizio alza le spalle… va be: probabilmente per lui è normale che io mi piazzi alla mattina con 2 bambini di 10 e 4 anni sul marciapiede davanti alla questura alle 6 del mattino fino alle 8.30!
Morale: per avere i nostri passaporti e fare il nostro viaggio, programmato in realtà con 5 mesi di anticipo, il giorno 13 luglio dovrò recarmi all’alba davanti alla questura con i miei bimbi, sperando di non trovare già lì altre 15 persone. In effetti per me che vivo sola con 2 bambini non sarà facilissimo essere sul posto per le sei… pensavo quasi di organizzarmi con tenda e sacco a pelo ed accamparmi dalla sera prima!
Lasciatemi però esprimere la rabbia e il fastidio di questa situazione.  Io posso capire che il rilascio di passaporti comporti il disbrigo di controlli e formalità necessarie, per la sicurezza di tutti… ma non posso comprendere come non sia possibile rimediare ad una così’ evidente inefficienza di un servizio che dovrebbe garantire a noi tutti il sacrosanto diritto di viaggiare per il mondo, se ci occorre o anche solo se lo desideriamo! Certo non sta a me decidere come, se decentrando il servizio o organizzandolo diversamente o forse semplicemente pretendendo che qualcuno faccia il proprio lavoro con la prontezza e la diligenza necessaria. Spero che chi ne ha la responsabilità, si adoperi per rendere questo servizio, non dico efficiente, ma per lo meno dignitoso e rispettoso delle persone e dei loro diritti.

Roberta Valsecchi
Ricevuta la lettera inviata alla nostra Redazione dalla dottoressa Valsecchi, non si è fatta attendere la risposta del Questore di Lecco Filippo Guglielmino cogliendo l'occasione per puntualizzare nuovamente, nell'interesse di tutti gli interessati, quale sia l'iter da seguire per fissare un appuntamento per il rilascio del Passaporto. Pubblichiamo dunque integralmente anche il contributo del numero uno della nostra Questura.

Lecco, 19 aprile 2019

Il Questore,
dr. Filippo Guglielmino
In riferimento alla mail della Dottoressa Roberta Valsecchi di ieri 18 c.m. relativa all'Ufficio Passaporti si comunica quanto segue:
lo spiacevole equivoco insorto con il piantone in servizio alla sede della Divisione Polizia Amministrativa della Questura (Caserma Sirtori di Via Leonardo Da Vinci 2) costituisce un singolo episodio del quale il sottoscritto si è scusato personalmente con la Dottoressa Valsecchi.
L'ufficio si sta attrezzando per sostenere l'incremento di istanze che coincidono con il periodo primaverile ed estivo.
In effetti, infatti, molti cittadini che si registrano online per la prenotazione dell'appuntamento, notando il lasso di tempo ampio (anche di 2-3 mesi) sono indotti a rivolgersi prima direttamente allo sportello per richiedere la procedura d'urgenza.
Si ribadisce pertanto, come già comunicato alla stampa, di controllare periodicamente sull'agenda online l'effettiva data in cui sia fissato l'appuntamento (dato che nel caso di rilascio del passaporto con procedura d'urgenza il software in automatico anticipa le altre prenotazioni), fermo restando che in caso di effettiva necessità - ad esempio per viaggi di lavoro, per motivi sanitari, per rilasci d'ingresso o comunque di ‘'Urgenze documentate'' - l'ufficio rimane disponibile a rilasciare il documento al cittadino che si presenti, anche prima rispetto la data di prenotazione.
Il passaporto, sussistendo i requisiti soggettivi ad ottenerlo, è un atto dovuto, essendo come noto il diritto all'espatrio tutelato dalla Costituzione.

Filippo Guglielmino
Il Questore di Lecco

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