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Scritto Mercoledì 08 maggio 2019 alle 13:02

Calolzio: lungo l'Adda trovato il corpo esanime del giovane Omar, in corso il recupero

Le speranze di ritrovare Omar - il ragazzino di Montevecchia, classe 2002, nato in Italia da genitori egiziani, scomparso dalla mattinata di lunedì - si sono infrante dinnanzi alla tragica scoperta del suo corpo esanime.

A scorgere la sagoma del giovanotto è stato l'equipaggio a bordo dell'elicottero dei vigili del fuoco levatosi in volo prima delle 10 del mattino per perlustrare dall'alto le due sponde dell'Adda dopo che nel pomeriggio di ieri i cani molecolari messi in campo per le ricerche avevano segnalato il possibile passaggio dell'adolescente, iscritto all'Istituto Rota di Calolziocorte, nel canneto non distante dal plesso scolastico, zona battuta in mattinata da decine di operatori del 115 e dai volontari della protezione civile, impegnati anche a passare al setaccio il centro urbano guidati altresì dal segnale del cellulare del montevecchino.

Omar Gabr

Il suo corpo esanime è stato trovato più a valle, sull'alzaia sottostante via Lago Vecchio, non lontano da una casetta affacciata sul fiume di manzoniana memoria all'interno dell'area nota come Palude di Brivio. Avvistata la sagoma dall'elicottero, in posto si sono portati prontamente pompieri e carabinieri, alla presenza sia dei militari della stazione di Calolzio sia dei colleghi di quella di Brivio, competenti per territorio. Sono accorse altresì personalmente la coordinatrice della Protezione civile di Calolzio Sonia Mazzoleni e l'assessore Cristina Valsecchi, raggiunte anche dalla Polizia Locale e da un gruppetto di ragazzi del Rota con un insegnante.

I giovani, saputo del rinvenimento del cadavere dell'amico, hanno voluto dimostrare vicinanza alla famiglia, fisicamente. La scuola è frequentata infatti anche da uno dei tre fratelli di Omar, tutti nati in Italia, in una famiglia ben integrata nella comunità di Montevecchia. Lutto dunque sul Colle e a Calolzio, senza al momento un perché sulla fine del ragazzino, visto tra l'altro - con certezza - nel pomeriggio di ieri nelle sale della biblioteca di corso Dante. Non riconosciuto subito dalle operatrici, sono state le stesse, una volta appreso della sua scomparsa, ad avvisare le forze dell'ordine già impegnate nelle ricerche, spintesi anche - grazie all'apporto di squadre di volontari di protezione civile di altri comuni e della comunità montana - verso Rossino e Carenno. Pare infatti che il cellulare di Omar fosse agganciato alla cella che copre quella zona e che lo stesso, fino a sera, fosse ancora acceso, con le chiamate cadute però nel vuoto.

Anche la zona stessa dove lo studente è stato trovato era già stata battuta: nel tardo pomeriggio, prima del calare del buio che aveva interrotto le operazioni, i volontari erano passati di lì, senza trovare tracce. Prima delle 11 odierne, invece, la macabra scoperta, dinnanzi alla casetta abbandonata, ai piedi di un traliccio della corrente dal quale il ragazzo potrebbe essere caduto, ferendosi mortalmente.
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