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Scritto Giovedì 09 maggio 2019 alle 14:11

Lecco, il presidente dell’Istat Blangiardo ospite della Camera del Commercio: la ripresa c’è, ma non basta contare le teste

L’intervento più atteso dell’incontro che si è svolto stamane nella sede lecchese della Camera di Commercio, in via Tonale, per l’illustrazione del rapporto annuale (il nono) dell’Osservatorio Provinciale del Mercato del Lavoro di Lecco, è stato indubbiamente quello di Gian Carlo Blangiardo, presidente del’ISTAT.

Gian Carlo Blangiardo

Gli studenti del Bertacchi presenti all’incontro

Blangiardo ha analizzato il mercato del lavoro italiano da un punto di vista statistico, ovviamente, concentrando la sua analisi su quattro tematiche specifiche: la ricomposizione dell'occupazione nell'ultimo decennio, la situazione occupazionale dei giovani e delle donne e, infine, gli aspetti demografici del mondo del lavoro. Prendendo in considerazione l’ultimo decennio, dal 2008 al 2018, Blangiardo ha innanzitutto puntato l’attenzione sul PIL che, nonostante la risalita, ancora non è tornato ai livelli iniziali. ''Per quanto qualche segnale di ripresa può anche esserci stato in questi dieci anni, non siamo ancora riusciti a ritornare ai livelli del 2008 rispetto alla produzione di ricchezza'', ha commentato. In termini di numeri assoluti, ha proseguito il demografo e docente universitario di origini milanesi, considerato molto vicino alla Lega e al suo leader Matteo Salvini e divenuto presidente dell’Istituto nazionale di statistica dallo scorso gennaio, il gap che si è registrato con gli anni della crisi è in qualche modo rientrato. ''Per quanto riguarda le unità al lavoro il recupero è certamente in atto, ma anche in questo caso siamo sotto il livello di partenza – ha spiegato – Stiamo recuperando ma attenzione, non ci limitiamo a contare teste, ma guardiamo in generale cosa ancora c’è da fare per risalire veramente la china che avevamo disceso''.

VIDEO


Il riferimento di Blangiardo è all’aspetto qualitativo del lavoro: rispetto al 2008, infatti, stando ai dati ISTAT, sono aumentati i dipendenti con un contratto a termine e quelli che lavorano a part time involontario (''dove involontario sta a significare che non sono riusciti a trovare nulla di meglio'' ha chiarito). Il recupero, dunque, c’è stato ma su posizioni meno garantite di prima. Migliora il livello occupazionale, ma peggiora la sua natura qualitativa. L'ISTAT ha quindi osservato, sempre per quanto riguarda la ricomposizione dell'occupazione nell'ultimo decennio, una risalita del livello occupazionale femminile, cresciute nel mondo del lavoro contrariamente a quanto invece hanno fatto gli uomini che davanti al loro trend decennale hanno un segno meno.

''Ciò che ha influito, in questo caso, è soprattutto il discorso del lavoro famigliare – ha proseguito Blangiardo – Sono convinto che le badanti regolarizzate abbiano giocato un ruolo non marginale in questo aumento''. Badanti che hanno in qualche modo contribuito anche a segnare un grosso aumento dell’occupazione della componente straniera della società.  Una situazione a tratti paradossale, invece, che il presidente dell’ISTAT ha descritto toccando il tema della bassa natalità e di un sistema decisamente scoraggiante per le mamme che vorrebbero lavorare, quasi a dimostrare che una alternativa esclude l’altra, e viceversa. Nell’arco del decennio, infatti, sono sempre state in inferiorità le mamme lavoratrici rispetto alle donne occupate senza figli, e il dato peggiora più basso è il livello di istruzione della persona. Passando alla componente giovanile, Blangiardo ha parlato di un mondo del lavoro che ancora oggi favorisce età più mature. ''Un riflesso che arriva da una situazione di invecchiamento della forza lavoro che di per sé non ha niente di grave – ha spiegato – Basti pensare a quanti erano i baby boomer degli anni '60. Erano tanti allora, sono tanti anche oggi. Dobbiamo però mettere in conto che con l’avanzare dell’età si è meno creativi e meno incentivati al cambiamento. L’invecchiamento della forza lavoro è perciò un elemento di debolezza su cui è assolutamente necessario intervenire''.

Gianni Menicatti, Adriana Ventura, Gian Carlo Blangiardo e Pietro Aimetti

Riagganciandosi infine all’aumento dell’occupazione straniera e alla diminuzione del tasso demografico, Blangiardo ha concluso il suo intervento spiegando che l’abbassamento della disponibilità di forza lavoro interna renderà necessario sempre un reperimento della forza lavoro esterna, ma questo non aiuterà a tornare ai livelli del 2008. ''Sarebbe bello – ha concluso – che si tornasse ai numeri di allora, con una forte partecipazione al mercato del lavoro da parte di tutti, anche del mondo femminile, sempre più disincentivata ad offrirsi come sappiamo, e mettere insieme tutte le leve per realizzare un mercato del lavoro adatto a produrre crescita, ricchezza e benessere''.

CLICCA QUI per visualizzare le slide esposte da Blangiardo
A.S.
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