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Scritto Mercoledì 15 maggio 2019 alle 13:15

Lecco: con il Rotary Club una serata su alimentazione e benessere con la dr.ssa Mari

Intendere il cibo come medicina e l’alimentazione come presupposto e sostegno al benessere psicofisico: sono questi i due assunti attorno a cui è ruotata la serata di giovedì organizzata dal Rotary Club Lecco Manzoni e che hanno ispirato la relazione della Dr.ssa Enrica Mari, specialista in Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva e in Medicina Interna con un importante bagaglio di conoscenze trasversali nei diversi ambiti della medicina ‘alternativa’ ed ‘estetica’ acquisite grazie al conseguimento, negli corso degli anni, dei Diplomi in Medicina Ayurvedica, Omeopatia, Omotossicologia e Agopuntura, nonché il Master Universitario in Medicina Estetica.



“Fa’ che il tuo cibo sia la tua medicina”, scriveva già 400 anni prima della nascita di Cristo Ippocrite –  padre della medicina  - il che dimostra come il legame tra alimentazione e benessere non sia di certo una scoperta dei giorni nostri. E’ tuttavia innegabile che, negli ultimi anni, sull’argomento sia stata accesa una luce decisamente più intensa da parte della società occidentale, e questo soprattutto grazie all’interesse che la medicina ‘tradizionale’ ha iniziato a rivolgere a questo ambito.
“In realtà – ha spiegato la dr.ssa Mari – anche se abbiamo in parte riconosciuto il potere dell’alimentazione, continuiamo ad avere una visione di quest’ultima declinata in relazione alla manifestazione delle varie patologie: ad esempio, se abbiamo il diabete prestiamo attenzione al livello glicemico e quindi modifichiamo la dieta riducendo gli zuccheri, se abbiamo la pressione alta togliamo il sale, le carni rosse, gli affettati ecc. La medicina alternativa, invece, come quella ayurvedica, da sempre riconosce il ruolo dell’alimentazione in termini preventivi, proponendo in tal senso un modello di salute legato allo "stile di vita”. Questo, in tempi più recenti, sta iniziando a venire valorizzato anche dalla medicina occidentale, che lo considera come una moderna soluzione "sociale" alla salute pubblica”.



La gastroenterologa ha quindi illustrato con alcuni esempi come il cibo interagisca in modo evidente con il nostro stato di salute: “Alcune malattie un tempo rare oggi diventano sempre più frequenti. Il perché – spiega -  va ricercato non solo ma anche nelle moderne tecniche industriali di preparazione dei prodotti alimentari, che causano carenze di vitamine, di minerali e di acidi grassi polinsaturi, tutte sostanze che non vengono quindi più introdotte in quantità sufficienti all’interno dell’organismo”.
Una delle manifestazioni patologiche più evidenti causata da un’alimentazione inappropriata è poi l’obesità: “In America il 68% della popolazione è in sovrappeso e l’Italia ha invece il triste primato del maggior numero di bambini in sovrappeso”. Per questo si parla oggi di ‘Globesity’. Con il termine ‘obesite’ si fa invece riferimento ad una condizione di costante infiammazione a livello organico - causata dalla presenza di grasso in eccesso - da cui scaturiscono numerose problematiche. Il fatto è che la nostra società continua ad avere una visione ancora troppo quantitativa invece che qualitativa del cibo”.
Per quanto riguarda infine l’esplosione delle cosiddette intolleranze alimentari, l’esperta è stata chiara: “Non esistono. I problemi nel mangiare alcuni cibi devono essere ricondotti ad uno stato di infiammazione e di impermeabilità intestinale”. La soluzione, in questo senso, parrebbe essere una sola: curare l’intestino.
“Si tratta di insistere sulla detossificazione del colon, come ci insegna la medicina ayurvedica, sul mantenimento dell’equilibrio acido-basico e dello stato di salute del microbiota, ossia l’insieme di numerosissimi microrganismi che colonizzano tutta la lunghezza del tratto gastro intestinale e che sono determinanti a livello di benessere sistemico, sia fisico che mentale”. Gli studi dimostrano infatti che le patologie e i disturbi a danno del sistema gastroenterico alla lunga possono dare ripercussioni anche a livello psicologico/psichiatrico, quali l’insorgenza di fenomeni di ansia o depressione.
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