Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione propri e di terze parti per le sue funzionalità e per servizi in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o se vuoi negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui. Proseguendo la navigazione nel sito, acconsenti all'uso dei cookie.
ACCETTA
  • Sei il visitatore n° 66.242.108
Vai a:
Il primo network di informazione online della provincia di Lecco
link utili
cartoline
Scritto Mercoledì 15 maggio 2019 alle 14:58

Calolzio: per far salire un amico ubriaco e 'litigare' con la capotreno fermò un convoglio, condannato

La stazione di Calolzio
Condannato e segnalato contestualmente alla Procura affinché si valuti la possibilità di aprire un altro fascicolo a suo carico in riferimento al medesimo episodio già sviscerato quest'oggi in Aula ma in relazione ad un'ipotesi di reato aggiuntiva quale la resistenza a pubblico ufficiale. E' questo, accogliendo la proposta del pubblico ministero d'udienza, il "verdetto" emesso nella mattinata odierna dal giudice monocratico Nora Lisa Passoni nei confronti di un cittadino ivoriano, classe 1994, al momento irreperibile, chiamato a rispondere di "interruzione di pubblico servizio" per un aver tenuto bloccato, per almeno mezz'ora, un treno lungo la tratta Lecco-Milano. I fatti risalgono alla sera del 13 giugno 2017: arrivato a Calolzio, un convoglio - secondo il racconto reso in Tribunale dalla capotreno - non sarebbe riuscito a ripartire in quanto al macchinista risultava esserci una porta rimasta aperta. Fatti passare i diversi scompartimenti, la dipendente delle ferrovie avrebbe così riscontrato un problema in una carrozza a mezza altezza: due soggetti di colore trattenevano infatti le ante a scorrimento per cercare di far salire a bordo un terzo conoscente, visibilmente annebbiato dai fumi dell'alcool. "Ho detto loro che non potevano mantenere quel comportamento e che avrebbero rischiato di incorrere nel reato di interruzione di servizio" ha riferito la donna, aggiungendo di aver avuto poi un acceso alterco con i tre sconosciuti, venendo spinta a terra prima del sopraggiungere del macchinista intervenuto in suo aiuto nonché di una cinquantina "di altre persone, straniere e non, che erano lì a bivaccare".
Composto il 112, all'arrivo dei Carabinieri quasi tutti i presenti si erano già dileguati. Rintracciato soltanto l'odierno imputato, facilmente individuato perché a torso nudo.
"Non so come sarebbe finita se non mi fossi messo di mezzo" ha puntualizzato altresì, ricordando quella sera, il dirigente movimento di stanza a Calolzio, anch'egli portatosi al treno una volta compresa la situazione ed escusso per confermare il ritardo accumulato poi dal convoglio prima di riprendere la marcia verso Lecco.
Ritenendo "connotata dal estrema violenza" l'azione che ha portato poi all'interruzione del pubblico servizio, il vice procurato onorario Pietro Bassi, all'esito dell'istruttoria ha chiesto la condanna dell'ivoriano a 7 mesi di reclusione. Di contro l'avvocato Daniela Usuelli ha proposto l'assoluzione del proprio assistito non essendo stato possibile ascrivere oltre ogni ragionevole dubbio la condotta in contestazione proprio all'imputato. All'esito di una veloce camera di consiglio, il giudice ha condannato il 25enne a 6 mesi e al pagamento delle spese processuali, disponendo altresì la revoca della pena sospesa ottenuta in altro giudizio nel settembre del 2013, inviando infine gli atti alla Procura per ulteriori valutazioni. 
A.M.
© www.leccoonline.com - Il primo network di informazione online della provincia di Lecco