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Scritto Lunedì 10 giugno 2019 alle 17:12

Calolzio: dopo una 'sopresa' sulla sommità, ancora fermi i lavori sul campanile

Lo "sblocca-cantiere" - per dirla con un termine che in questi giorni va di moda - è atteso a breve: si aspetta ancora l'ok della Soprintendenza per far ripartire i lavori di consolidamento e restauro che stanno interessando il campanile della chiesa centrale di Calolzio, fermati dopo una "cattiva scoperta" fatta ormai qualche settimana fa dall'impresa che si sta occupando dell'oneroso intervento.

Il campanile "impacchettato"

Si è riscontrata infatti sulla sommità interna del manufatto "una situazione di degrado superiore a quanto era stato ipotizzato" per dirla con l'espressione scelta dall'arciprete don Giancarlo Scarpellini. "L'acqua entrata nella cima ha corroso le travi di ferro interno di sostegno della cuspide. In tal modo non è possibile agganciare la croce di vetta a queste travi. Si è dovuto ipotizzare l'inserimento - interno alla cuspide e a vista - di strutture metalliche nuove in rinforzo alle travi degradate. Per questa operazione - aggiungeva il sacerdote sul notiziario parrocchiale di ormai tre settimane fa - occorre avere il benestare della Soprintendenza. Nell'attesa i lavoro sono stati sospesi. Si spera per poco tempa, in quanto un membro della Soprintendenza era presente quando si è ipotizzato questo intervento" ha chiosato il parroco, ricordando altresì come l'ente che tutela il patrimonio storico-artistico del territorio avesse già "vietato" la posa sulla cima del campanile sia di statue sia di altri elementi a piramide immaginati quali "sostituti", autorizzando solo il riposizionamento della croce. Ad oggi, l'atteso "nulla osta" alla nuova struttura di rinforzo ancora non è giusto. "La novità dovrebbe arrivare a breve" rimarca don Giancarlo, speranzoso di poter vedere presto tornare all'opera gli operai, essendo tra l'altro il manufatto completamente avvolto da un ponteggio dal costo non indifferente.

A.M.
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