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Scritto Sabato 31 gennaio 2015 alle 08:12

Lecco, aperti nell'ex Leuci gli 'Stati generali del Terzo Paradiso'. Pistoletto: 'Se non porti l'arte alla trasformazione del mondo, il mondo trasforma l'arte'

Il progetto degli ex lavoratori e compagni per il recupero e il reimpiego industriale e creativo dell'area Leuci sembra andare nella direzione giusta, anche se è ancora difficile parlare di una vera e propria concretizzazione, soprattutto dal punto di vista economico.

Trasformare la fabbrica di lampadine in un hub creativo urbano è un progetto ambizioso, per alcuni utopistico, ma gli ex dipendenti e tutte le associazioni che si sono unite a loro in questa battaglia non sembrano affatto desistere.
"Se non c'è una visione non possiamo trovare la concretezza. Noi ci proviamo insieme a tutti, dal basso, perché questo è un progetto che viene dal basso. Ce la mettiamo tutta, ma anche la città ci deve aiutare. Si tratta di una sfida per tutto il territorio" ha spiegato l'ex dipendente Leuci Germano Bosisio durante la serata organizzata da Cittadellarte Biella, Genti in viaggio e il gruppo Art Station#1 in occasione degli "Stati generali delle ambasciate del Terzo Paradiso".

Angelo Riva (Crams). A destra Veronica Cardullo e Valentina Goretti (ArtStation#1)

Germano Bosisio (Ex lavoratori Leuci) e Cecco Bellosi (associazione il Gabbiano)

Aldo Bonomi  (sociologo presidente di Aster) e Giulio Ceppi (architetto e designer)

Un concetto ribadito anche da Angelo Riva del Crams, altro protagonista del progetto: "è necessario il ripristino di un modo di essere cittadini e partecipare allo sviluppo di questo territorio". La questione è dunque capire come ci si deve muovere nel territorio e con quali tempistiche per poter concretizzare questo progetto.

Michelangelo Pistoletto (artista e fondatore Cittadellarte Biella) e Gianluca Morassi (giornalista)

Secondo Aldo Bonomi, sociologo presidente di Aster, la risposta sta nell'eterotopia, ovvero il qui e il subito di un progetto che realizzandosi socialmente può diventare concreto. "Mi pare che non sia ancora ben centrato il problema di cosa si produce, cosa si fa - ha precisato il professore Bonomi - Se non si solleva questo problema vince la resistenza passiva. Bisogna capire il luogo operativo e capire se quella debole traccia che è la cooperativa può diventare un vero progetto di Green Economy. Nessuno pensa che si tornerà alla situazione di prima, però c'è bisogno di un passaggio di concretezza. È necessario costruire un progetto che rimandi ai prodotti".

Ma che ruolo assume dunque l'arte in tutto questo? Può essere il vettore per un processo di trasformazione? Questa la risposta dell'artista Michelangelo Pistoletto: "Vi è la necessità di trovare un punto a cui agganciare la propria identità. Se non porti l'arte alla trasformazione del mondo, il mondo trasforma l'arte. La capacità creativa deve impostare visioni educative che portano a riconsiderare il rapporto persona-società, economia-eticità, politica-assolutismo. Tutti elementi che noi mettiamo a confronto".
Tutto questo può funzionare solo se la città lo coglie però. Per farlo è necessario trovare strumenti che coinvolgano maggiormente i cittadini, come riportare l'arte nella dimensione della socialità, creare un'economia circolare all'interno della città o produrre nuove merci.
A fare da ponte tra la realtà interna e quella cittadina sono soprattutto i giovani, che attraverso le loro iniziative mirano a raggiungere tutti i settori della comunità.

"Pensare che i giovani possano essere comunicatori è abbastanza folle, ma noi ci crediamo davvero - hanno affermato i ragazzi di ArtStation#1 - Vogliamo costruire il nostro futuro partendo dal presente".
Proprio dai giovani è partita l'idea di queste due giornate, 30 e 31 gennaio, degli "Stati generali delle Ambasciate del Terzo Paradiso". Due giorni per riflettere e ripensare la realtà economica, sociale e culturale attuale.

Nella prima di queste due giornate i giovani di Art Station#1, a distanza di un anno dalla chiusura della Leuci, hanno riaperto al pubblico uno dei capannoni dell'azienda lecchese, che per l'occasione è stato decorato con diverse installazioni artistiche legate ai temi del Terzo Paradiso e della Luce, Dj set e improvvisazioni musicali.
Pietro Magnani
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